I governi e l’industria possono fare scelte che aumentino l'inclusione finanziaria nel prossimo decennio. Il sempre maggior uso dei servizi bancari a distanza, compresi quelli tramite cellulare, è inevitabile nella gran parte dei Paesi. Ma è molto meno chiaro se i moltissimi poveri che non sono serviti affatto dalle banche faranno uso di questi canali alternativi per servizi che esulino dai soli pagamenti, ad esempio per quanto riguarda il risparmio o il credito.
Questo quanto emerge dallo studio "Scenari per i servizi bancari a distanza nel 2020" curato da CGAP, un gruppo di microfinanza che fa parte della Banca Mondiale, in collaborazione con il dipartimento del Regno Unito per lo sviluppo internazionale (Department for International Development, DFID).

Il ministro britannico di commercio e sviluppo Gareth Thomas ha affermato: "Il fatto che molti dei 2,7 miliardi di persone che attualmente non sono serviti da una banca avranno a disposizione strumenti di accesso alternativi come telefoni cellulari e Internet di qui al 2020 è un enorme passo in direzione dell'inclusione finanziaria nel Paesi in via di sviluppo."

Lo studio individua quattro scenari circa il futuro dei servizi bancari a distanza. In tutti e quattro gli scenari, si prevede che l'adozione e l'uso di questi servizi sarà maggiore nel 2020 rispetto a oggi. Ma in due degli scenari, espansioni di grande rap