È uscito il primo studio che mette alla prova, con test sul campo da Nord a Sud, le promesse del WiMax italiano, proprio mentre la sua copertura comincia a espandersi. L’ha curato Altroconsumo ed è un confronto interessante, da cui la banda larga mobile risulta battuta sia in velocità sia in prezzi per connessioni flat-rate. Il WiMax però perde il confronto quanto a copertura e rispetto alle esigenze di chi non vuole navigare molte ore al mese (massimo 100). Si rivelano in fin dei conti due soluzioni complementari per la battaglia al digital divide. La banda larga Umts/Hspa non ha rivali, invece, per quanto riguarda le connessioni in mobilità , fuori da casa e ufficio.

Sono una 20ina le città in cui Altroconsumo ha testato i servizi degli operatori mobili. Vince 3 Italia, per download e upload (1,5/0,524 Mbps), seconda Vodafone (1,4/0,36 Mbps), pressoché a pari merito con Tim (1,1/0,5 Mbps). Si noti come la velocità reale sia molto lontana dai 7,2 Mbps promessi come banda massima; ma si sa che questa velocità è disponibile solo in poche zone d’Italia e quasi ovunque, sotto copertura Hspa, si va dagli 1,8 ai 3,6 Mbps. La banda di upload è superiore rispetto ai 384 Kbps dell’Hsdpa, segno che i test sono stati fatti sotto rete Hsupa, ormai abbastanza diffusa.

Wind, come al solito, è ultima, ben distaccata, con 647/256 Kbps di velocità media testata. Ultima anche per copertura: ha 475 antenne Umts/Hspa nel Nord e 100 nel Sud. Un terzo, rispetto a qualunque altro operatore. 3 Italia prevale anche per copertura, spiega Altroconsumo, soprattutto nelle autostrade. Sconsigliato però usare 3 Italia se si viaggia fuori porta, in auto e in treno soprattutto: è alto il rischio di finire a singhiozzo sotto Gprs, pagando costi extra. Nel qual caso, è meglio Tim o Vodafone, che includono il Gprs nel canone banda larga. Nelle zone rurale, Altroconsumo consiglia invece Tim, per utilizzarne la rete Edge.

Negli ancora pochi comuni coperti da WiMax, per connessioni da casa e dall’ufficio, si apre un confronto interessante. Altroconsumo ha testato Aria (a Spoleto), Mandarin (Acireale), Linkem (Bari) e Retelit (Fidenza). Tutti hanno avuto buone prestazioni, oltre i 2 Mbps (quasi 4 Mbps, Retelit), eccetto Aria, che si ferma a 500/268 Kbps. Aria però è anche l’operatore con più clienti attivi (8 mila, tutti in Umbria, contro i 5 mila di Linkem sparsi tra Puglia, Lombardia, Lazio e Calabria). Il test è stato fatto quindi in condizioni di piena occupazione di rete. Sarà interessante vedere come si comporterà il WiMax tra qualche mese, quando le reti saranno piene e consolidate.

Per ora, si può dire di certo che il WiMax è la soluzione migliore, alternativa all’Adsl, per gli utenti che vogliono una flat. Si parte da 18 euro al mese per una 4 Megabit (con Aria) e da 25 euro al mese per una 7 Megabit (con Mandarin, in Sicilia), in entrambi i casi senza limiti e con il router WiMax a noleggio incluso nel canone. I prezzi potrebbero scendere nei prossimi mesi, quando i router WiMax entreranno nei negozi della grande distribuzione e gli utenti potranno acquistarli evitando i costi di noleggio (ora gli stessi operatori li comprano a 200 euro dai produttori: sono ancora merce rara). L’Umts/Hspa va bene da casa per chi naviga meno di 100 ore (si parte da 14 euro al mese, con 3 Itala) e per chi vuole attivare l’offerta subito, senza attese né costi di attivazione. Una scelta adatta insomma a una seconda casa, magari in vacanza.