Sono momenti duri quelli che gli americani stanno attraversando in queste ore. Con il golpe al Congresso, la democrazia è stata attaccata da dei vili manifestanti che non riescono ad accettare – al pari del loro leader – la sconfitta politica di Trump e l’ascesa di Joe Biden. Ma i tumulti non stanno avvenendo solo “nella vita vera”. Adesso – notizia dell’ultima ora – Twitter ha affermato di aver appena bloccato l’account di Trump, presidente uscente degli Stati Uniti d’America e, a quanto pare, sembra anche che voglia bannarlo dalla nota piattaforma social. Esaminando il profilo dell’eclettico Donald, l’azienda avrebbe scoperto tre tweet che contenevano violazioni “gravi” delle norme e delle politiche della società.

La saggia e giusta decisione di Twitter

Twitter sta bloccando l’account di Donald Trump per dodici ore dopo aver rimosso tre tweet che contenevano “violazioni ripetute e gravi“. La società ha dichiarato che eliminerà il profilo del presidente (meglio dire “ex presidente”) definitivamente se le violazioni dovessero continuare. La decisione della società arriva dopo che Trump ha twittato un video che, secondo le policy aziendali, rappresentava un “rischio di violenza”. Si legge, a tal proposito, quanto segue dall’account Twitter Safety:

Come risultato della situazione violenta senza precedenti a Washington, DC, abbiamo richiesto la rimozione di tre tweet di @realDonaldTrump che sono stati pubblicati oggi per violazioni ripetute e gravi della nostra politica di integrità civica. Ciò significa che l’account di Donald Trump sarà bloccato per 12 ore dopo la rimozione di questi Tweet. Se i suddetti non dovessero venir rimossi, il profilo resterà bloccato. Future violazioni delle Regole di Twitter, comprese le nostre politiche di integrità civica o minacce violente, comporteranno la sospensione permanente dell’account @realDonaldTrump.

Trump ha ripetutamente messo a dura prova il noto social network, ma tantissime volte i suoi messaggi “sui generis“, “sopra le righe” (per non dire altro) hanno ricevuto un trattamento speciale a causa del suo status. Twitter ha limitato, ma non rimosso, un post che recava la seguente scritta:

“Quando inizia il saccheggio, inizia la sparatoria”

Secondo le norme della compagnia, questo è un messaggio che glorifica e rende legittima – di fatto – la violenza ed è una cosa che non si può accettare. Soprattutto se a scriverla è il presidente uscente degli Stati Uniti d’America.

Nella vita, così come anche nei social, esistono delle regole. Non si può parlare, scrivere, deliberare sulla rete senza pensare alle conseguenze, come se ci trovasse ubriachi alle 3.00 del mattino dopo una notte in preda ai fiumi dell’alcool. Le parole hanno un peso, sempre. Ed è bene che questo se lo ricordi – a chiare lettere – anche un uomo come Donald Trump.

Ora, tuttavia, Twitter ha affermato che la politica non è più la sua massima priorità. “La nostra politica di interesse pubblico – che ha guidato la nostra azione di contrasto in questo settore per anni – termina dove riteniamo che il rischio di danno sia più alto e / o più grave”, ha affermato Twitter.

Dopo la sconfitta elettorale di Trump, la possibilità di un divieto si vociferava da tempo. Dulcis in fundo, Twitter ha confermato che non concederà più lo “status speciale” all’account di Donald dopo il 20 gennaio.

Il risentimento per la moderazione dei social media è stato sempre all’ordine del giorno nella fitta agenda politica dell’ex preside, anche se la sua popolarità sui social media ha contribuito al suo successo come politico. Qui dobbiamo stare molto attenti: non bisogna mai confondere l’uomo di spettacolo (in questo caso, la web-star Donald) con la sua versione politica.  Giusto per fare un esempio, l’anno scorso ha firmato un ordine che riduceva le protezioni legali per app e siti Web al fine di punire Facebook, Twitter e Google per presunti pregiudizi nei confronti dei suoi profili social.

Fonte:Twitter