Le truffe online sui Mondiali di Calcio 2026 hanno già iniziato la loro partita

Le truffe online collegate ai Mondiali di Calcio 2026 hanno già iniziato a giocare la loro partita lasciando sul campo numerose vittime.

Nonostante il calcio di inizio non sia ancora stato fischiato, le truffe online collegate ai Mondiali di Calcio 2026 hanno già iniziato a giocare la loro partita e a lasciare sul campo numerose vittime. Questo evento, particolarmente atteso non solo dagli appassionati di questo sport, si giocherà a partire dall’11 giugno in Stati Uniti, Canada e Messico. La grande attesa e l’incredibile hype fa sì che i cybercriminali siano attenti e sfruttino ogni occasione.

Proprio per questo il web si sta riempiendo di siti che si spacciano per rivenditori di biglietti, compagnie telefoniche, produttori di figurine, produttori di giocattoli, servizi di immigrazione, progetti di criptovalute e rivenditori di prodotti ufficiali legati al marchio dei Mondiali FIFA 2026. Purtroppo si tratta di pagine internet fraudolente che hanno come obiettivo quello di rubare i dati sensibili e il denaro delle vittime che cadono nella loro trappola.

Si tratta di vere e proprie truffe online che sfruttano i Mondiali di Calcio 2026 per spingere gli utenti a credere in ciò che offrono. In questo senso, come spiegano gli esperti di Malwarebytes, “aspettatevi un’impennata di truffe e altre attività rischiose connesse all’evento“. Ciò che però rende facile rendersi conto della frode è che tutte utilizzano schemi evidenti.

Gli schemi delle truffe online sui Mondiali di Calcio 2026

Le truffe online che sfruttano i Mondiali di Calcio 2026 utilizzano schemi evidenti e per questo è facile riconoscerle una volta che si conoscono questi particolari. Prima di tutto questi siti fraudolenti hanno un timer per il conto alla rovescia che si azzera quando la pagina viene ricaricata. Fai tu stesso la prova cliccando sul pulsante “Ricarica la pagina” del tuo browser.

Inoltre, queste pagine hanno sempre prezzi inferiori dell’80-90% rispetto al prezzo di listino ufficiale e propongono anche prodotti che sui siti ufficiali sono completamente esauriti. Un altro elemento riguarda la parola “ufficiale“, usata senza un chiaro collegamento al marchio a cui si riferisce. Infine, i token di criptovalute si spacciano per prodotti ufficiali della Coppa del Mondo.

Fonte: Malwarebytes

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