Una sorpresa attenderà gli utenti che hanno sottoscritto un piano ricaricabile: Tim, Wind e Vodafone faranno pagare il canone consueto non più una volta al mese ma ogni 4 settimane. La decisione è arrivata praticamente in contemporanea da parte delle tre telco, e diverrà operativa a partire dal prossimo mese. Apparentemente non c’è molta differenza tra una scadenza mensile e quadrisettimanale, ma così non è: la somma dei giorni che restano su ciascun mese di 30 o 31 giorni andrà a formare una sorta di 13sima mensilità. In pratica, conti alla mano si pagherà circa un 8 per cento in più rispetto a quanto avviene adesso.

Gli operatori italiani
Gli operatori italiani

Diverse le modalità con le quali le diverse aziende hanno applicato la nuova impostazione: Tim non si è limitata a imporre la nuova scadenza per i rinnovi o i nuovi contratti, come hanno fatto invece le altre due, ma lo ha esteso anche ad alcune vecchie tariffe degli utenti già attivi. Per addolcire la pillola ha deciso però di rendere gratuite (almeno temporaneamente) le telefonate domenicali. Nessun tipo di "bonus" è stato invece previsto, almeno per ora, da Vodafone e Wind. Da parte sua, Tre – sebbene non sia direttamente coinvolta in questa vicenda – da tempo ha previsto tariffe che vengono gestite su base settimanale.

Una decisione che ha due facce: da un lato questa volta le telco hanno rispettato appieno le regole, fornendo agli interessati un avviso con largo anticipo e ovviamente saranno tenute a garantire il recesso per coloro i quali non gradiscano le novità. Dall'altra, è evidente che si tratta di un cambiamento comune a tutti gli operatori: cambiare casacca per cercare condizioni migliori potrebbe rivelarsi un esercizio vano. 

Anche per questo, le associazioni dei consumatori non hanno accolto esattamente la novità con particolare calore: "La nuova trovatta delle compagnie telefoniche è un trucco degno dei migliori illusionisti – afferma senza mezzi termini Francesco Avallone, vicepresidente Federconsumatori – a parità di costo e, nella maggior parte dei casi anche a parità di condizioni diminuisce il tempo di validità dell'offerta". Critico anche Marco Pierani di Altroconsumo: "Così si finisce per distorcere la concorrenza in uno dei rarissimi campi in cui ha funzionato. Ora non si piò più dire che quello delle telecomunicazioni sia un libero mercato, dal momento che i più importanti gestori telefonici si allinenano sempre, quasi in contemporanea, alle promozioni lanciate da un rivale".

AGCOM
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Stando alle dichiarazioni fornite alla stampa, sono diverse le associazioni consumatori oltre quelle già citate che intendono chiedere ad Agcom una verifica su questa rimodulazione delle tariffe.

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