Gemini Intelligence potrebbe tagliare fuori alcuni recentissimi flagship

Google ufficializza Gemini Intelligence, il nuovo brand per le funzioni AI avanzate su Android, ma i requisiti minimi sono elevatissimi.
Gemini Intelligence potrebbe tagliare fuori alcuni recentissimi flagship

Google ha annunciato ufficialmente Gemini Intelligence, la nuova piattaforma dedicata alle funzionalità AI più avanzate per smartphone Android premium. Tuttavia, i requisiti hardware necessari per supportare il sistema risultano particolarmente elevati e potrebbero escludere dispositivi recenti come la serie Google Pixel 9 e Samsung Galaxy Z Fold 7.

I requisiti hardware: un muro di 12 GB di RAM e chip di nuova generazione

Gemini Intelligence rappresenta il nuovo marchio con cui Google identificherà le proprie funzioni di intelligenza artificiale più potenti integrate nei dispositivi Android di fascia alta. Tra gli strumenti finora presentati ci sono l’autocompletamento intelligente migliorato, la nuova funzione voice-to-text “Rambler” integrata in Gboard e “Create my Widget”.

Le nuove funzioni saranno però disponibili solo su dispositivi che soddisfano specifiche tecniche molto precise. In una nota pubblicata sulla pagina ufficiale dedicata a Gemini Intelligence, Google spiega che gli smartphone compatibili dovranno integrare un “chip flagship”, almeno 12 GB di RAM, supporto ad AI Core e compatibilità con Gemini Nano v3 o versioni successive.

Oltre all’hardware, Google richiede anche un supporto software prolungato. I dispositivi dovranno garantire almeno cinque aggiornamenti principali del sistema operativo Android e sei anni di aggiornamenti di sicurezza, distribuiti almeno trimestralmente. Sono inoltre previsti requisiti qualitativi legati alla stabilità del dispositivo, inclusi parametri relativi ai crash e all’affidabilità generale.

Perché i dispositivi del 2025 rimangono al palo

Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio Gemini Nano v3, il modello AI locale utilizzato per le nuove funzionalità. Secondo una pagina per sviluppatori Google, il supporto a Nano v3 sarebbe attualmente disponibile quasi esclusivamente su smartphone previsti per il 2026, oltre alla futura serie Google Pixel 10 e alla gamma Oppo Find X9.

Questo significa che anche dispositivi molto recenti come la serie Pixel 9 e Galaxy Z Fold 7, che risultano ancora basati su Gemini Nano v2, non soddisferebbero – almeno per ora – i requisiti richiesti da Gemini Intelligence. Google specifica però che questa sezione riguarda in particolare il supporto alla Prompt API di Gemini Nano e non necessariamente il modello AI in senso assoluto.

Per questo motivo non è ancora possibile stabilire con certezza se tutti i dispositivi di precedente generazione saranno realmente incompatibili con Gemini Intelligence oppure se potranno ottenere il supporto tramite futuri aggiornamenti software. Google ha confermato che Gemini Intelligence debutterà entro la fine dell’anno sui dispositivi Pixel e Samsung Galaxy compatibili. Secondo un report emerso nelle ultime ore, il primo smartphone a integrare ufficialmente le nuove funzionalità potrebbe essere il futuro Samsung Galaxy Z Fold 8.

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