Il report di Counterpoint Research sull’andamento del mercato degli smartphone nel secondo trimestre 2018 è abbastanza chiaro: il mercato è cresciuto del 4% in un anno grazie ai produttori cinesi, ma chi guadagna di più è Apple.

La scalata della Cina

Il percorso è grossomodo identico per tutti i produttori cinesi. Il primo step è quello di proporre smartphone ad un prezzo decisamente contenuto, attirando l’attenzione per il rapporto qualità/prezzo.

Dopo che la brand awareness ha raggiunto un buon livello, il produttore tenta di offrire prodotti di qualità superiore, facendo lievitare anche i prezzi. Successivamente, l’obiettivo é produrre linee di smartphone premium, da poter proporre a cifre decisamente consistenti.

Xiaomi, OPPO, vivo, Huawei e non solo. Tutti i produttori elencati sono partiti dal basso – invadendo il mercato con prodotti economici e convenienti – fino ad arrivare, crescendo, ad presentare line-up di smartphone particolarmente costose.

Questo genere di meccanismo ha aiutato l’intero mercato a continuare a crescere. Dal 2017 al 2018 il settore ha avuto un incremento del 4%.

Apple domina i profitti globali

Basta dare un’occhiata ai dati per capire che i produttori cinesi sono stati molto bravi a vendere, ma lo scettro del maggior profitto lo detiene ancora Apple.

La quota dei profitti globali detenuta dal gigante di Cupertino è pari al 62%, un numero enorme. A ruota segue Samsung con il 17% e Huawei con l’8%. Nella top 6 ci sono anche OPPO (5%), vivo (4%) e Xiaomi (3%).

Analizzando la situazione, nei Q2 degli ultimi due anni Samsung ha continuato a perdere profitti. Una situazione già abbastanza nota dovuta al calo di vendite degli smartphone top di gamma dell’azienda.

Molto più positivo il recente passato di Xiaomi, che è cresciuta del 747%. Una scalata resa possibile anche dall’espansione a livello globale di un marchio inizialmente destinato al solo mercato cinese. In crescita anche Huawei (del 108%), Vivo (del 24%) ed OPPO (23%).

Il prossimo futuro

Il mercato degli smartphone potrebbe – stando alle previsioni – tendere a stagnare. Gli utenti non cambiano più smartphone con molta frequenza. Preferiscono tenere il proprio device più a lungo, investendo magari cifre importanti per acquistarlo.

Per questo motivo i produttori fanno letteralmente a gara per creare line-up di device premium, dal prezzo piuttosto alto. Del resto, Apple ha adottato questo genere di strategia praticamente a partire dal primo iPhone. Le sue linee di prodotto sono tutte premium e decisamente non economiche.

Dunque, se l’utente ne sceglie “uno, ma buono” è bene che i produttori si adeguino per non rischiare che i propri profitti calino a picco nell’attesa che qualcuno decida di cambiare smartphone.