Tendenzialmente, ci si aspetta che i più giovani abbiano un approccio meno attento e più consumistico alle spese non essenziali, come quelle relative alla tecnologia. Eppure, almeno in ambito tech, sembra che le cose non stiano proprio così, come dimostra un’indagine condotta da Skuola.net in collaborazione con Wiko.

La generazione Z non è spendacciona

Il campione di giovani studenti italiani è abbastanza corposo e diversificato: comprende ben 12000 ragazzi e bambini fra i 12 e i 20 anni. La maggior parte degli intervistati ha specificato che non sente l’esigenza di cambiare costantemente il proprio smartphone e nemmeno cerca di comprare sempre l’ultimo modello disponibile o, comunque, quello più alla moda.

Il proprio smartphone viene considerato uno strumento fondamentale, ma la cosa più importante è che funzioni correttamente, non che susciti l’invidia degli amici. Dunque, come conseguenza naturale di questo approccio alla tecnologia mobile, il device viene cambiato solo quando smette di funzionare correttamente (secondo il 62% degli intervistati).

La tendenza a non sprecare denaro per comprare uno smartphone dietro l’altro non si ripercuote però positivamente sul mercato dei device usati o ricondizionati: i giovani preferiscono strizzare l’occhio al prezzo (l’ideale è che il costo dello smartphone non superi i 400€), ma comprare comunque un terminale nuovo. A questo proposito, quando si tratta di scegliere, la generazione Z si affida principalmente ai risultati delle recensioni pubblicate sul Web: viene posta attenzione anche alla marca dello smartphone, che però sembra costituire sempre meno un fattore discriminante.

Infine, ci sorprende scoprire che i giovanissimi italiani – seppure nativi digitali – preferiscono ancora comprare il proprio smartphone offline (in grandi catene di elettronica oppure in negozi più piccoli). Il commercio online cresce, ma non è ancora il canale preferito delle generazione Z.