In una cosa gli esperti di sicurezza online sono d’accordo: siamo “tutti nel mirino” dei cybercriminali. Presto o tardi che sia verremo attaccati. Lo ha dichiarato Anna Vaccarelli, presidente del Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) e componente del comitato direttivo delle Women For Security, durante un’intervista a TGCOM 24.
Il movente che spinge il 90% dei cybercriminali ad attaccare aziende, enti, governi e privati è il denaro. “Si agisce quasi sempre per soldi“, ha spiegato la Vaccarelli. “Addirittura, ci sono gruppi così ben organizzati che proprio vendono gli attacchi: esistono kit già pronti con tutte le istruzioni“. Lo avevamo spiegato bene alcuni mesi fa in questo articolo.
I cyber criminali sono molto più veloci ad assorbire tutte le novità tecnologiche. Loro hanno cominciato a usare l’intelligenza artificiale prima di quanto abbiano fatto i difensori. Sono organizzati molto bene, alla base di questi criminali ci sono delle vere e proprie aziende: con il CEO, quello che fa risorse umane, quello che stabilisce gli stipendi, quello che fa recruiting.
Il cybercriminali, così come siamo soliti immaginarlo, in cameretta con il cappuccio, non esiste. “Oggi, ci sono coloro che si fanno aiutare dall’intelligenza artificiale per scrivere il malware“, ha precisato l’esperta di sicurezza online. “I difensori si stanno organizzando, anche la polizia utilizza questi strumenti ormai. Però c’è un piccolo gap di ritardo“.
Sicurezza online: gli attacchi continuano ad aumentare
In termini di sicurezza online, i dati del Clusit parlano chiaro: gli attacchi continuano ad aumentare. “Dal 2012 i numeri sono in costante crescita, ma tra il 2024 e il 2025 hanno avuto un’impennata. L’Italia poi subisce un numero notevole di attacchi, in particolare nella pubblica amministrazione. Nel solo primo trimestre del 2025 la PA italiana ha subito un numero di incidenti superiore al totale complessivo degli ultimi tre anni. L’idea, ancora molto radicata, è che la cyber sicurezza sia un’opzione“, ha spiegato la Vaccarelli.
“Siamo tutti nel mirino, potenzialmente. A seconda di dove siamo, possiamo essere veicolo d’ingresso per accedere ad altri sistemi“, ha poi precisato l’esperta. “I cyber criminali fanno un’analisi delle reti e possono arrivare a sfruttare quella lacuna, sferrando semplicemente un attacco di social engineering con cui chiedono le credenziali. Noi, distratti, possiamo dargliele e loro entrano nel nostro computer e poi in tutto il sistema. Il nostro computer può, quindi, anche costituire un ponte per altre funzioni“.
Come difenderci
Come possiamo difenderci aumentando la nostra sicurezza online? La Vaccarelli è chiara e senza giri di parole: “Diffidare, sempre“. Quindi, “il primo punto resta la consapevolezza: dobbiamo sapere che possiamo ricevere messaggi travestiti da attacchi hacker e quindi dobbiamo essere preparati per reagire“.