Altro che GIMP: questo editor open source vuole sfidare Photoshop

PhotoCraft è un editor gratuito e open source in stile Photoshop: supporta PSD, livelli, filtri e gira in locale su Windows, Mac e Linux.
Altro che GIMP: questo editor open source vuole sfidare Photoshop

Per anni, quando si parlava di un’alternativa gratuita e open source a Photoshop, la risposta più immediata era quasi sempre GIMP. Ora però sta attirando molta attenzione un progetto nato da poche settimane che prova a seguire una strada diversa: riprodurre non soltanto le funzioni di un editor professionale, ma anche un’interfaccia e un flusso di lavoro molto più familiari a chi arriva dal software Adobe.

Si chiama PhotoCraft ed è un editor di immagini open source sviluppato nell’ambito del progetto ArtCraft. È scritto in Rust, funziona localmente e non richiede la creazione di un account. Il software è ancora classificato dagli stessi sviluppatori come early alpha, quindi sarebbe prematuro considerarlo un sostituto completo di Photoshop, ma il progetto sta crescendo rapidamente e ha già superato quota 70.000 stelle su GitHub.

PhotoCraft punta direttamente agli utenti Photoshop

La principale differenza rispetto a molte alternative open source è evidente già aprendo l’applicazione. PhotoCraft adotta un’organizzazione degli strumenti volutamente molto vicina a quella di Photoshop, riducendo la curva di apprendimento per chi conosce già il programma Adobe.

Il progetto viene descritto come una reimplementazione clean-room: il software sarebbe stato sviluppato partendo da specifiche pubbliche e dall’osservazione del comportamento di Photoshop, senza utilizzare codice o risorse proprietarie di Adobe. PhotoCraft viene distribuito con doppia licenza MIT o Apache 2.0, lasciando quindi ampia libertà di utilizzo e modifica del codice.

Il supporto riguarda Windows, macOS e Linux, oltre ad altre piattaforme previste dal progetto, e l’elaborazione avviene in locale.

Selezioni, livelli e filtri: le basi sono già piuttosto complete

PhotoCraft non è soltanto un’interfaccia che ricorda Photoshop. Sono già presenti diversi strumenti utilizzati quotidianamente nell’editing fotografico, a partire da selezioni, maschere e livelli di regolazione.

Tra le funzioni disponibili troviamo strumenti come Quick Selection, selezione del soggetto, Color Range e un sistema per perfezionare i bordi. Alcune funzioni automatiche non utilizzano ancora modelli di intelligenza artificiale: in diversi casi il software si affida invece a tradizionali algoritmi di analisi dell’immagine basati, ad esempio, su bordi e contrasto.

Sono inoltre presenti 16 livelli di regolazione, oltre 70 filtri e numerosi effetti applicabili in maniera non distruttiva. Non mancano strumenti come Levels, Color Balance, Color Lookup con supporto alle LUT e diversi tipi di sfocatura.

Anche gli stili di livello rappresentano una parte importante del progetto, con effetti come Bevel & Emboss, bagliori e altre elaborazioni applicabili senza modificare direttamente i pixel originali.

Supporto PSD, ma la compatibilità non è ancora perfetta

Uno degli aspetti più interessanti è il supporto ai file creati con altri programmi. PhotoCraft può aprire e salvare documenti PSD e PSB, oltre a gestire diversi formati grafici tradizionali.

Il progetto supporta anche documenti provenienti da Krita e Paint.NET e può aprire file Affinity in sola lettura. Per chi arriva da GIMP è previsto il supporto ai file XCF, comprese strutture con gruppi, maschere e metodi di fusione, anche se PhotoCraft non può salvare nuovamente nel formato XCF. OpenRaster può invece essere utilizzato per mantenere un flusso di lavoro compatibile tra applicazioni diverse.

La compatibilità con Photoshop resta però uno dei punti ancora in sviluppo. I PSD generati da PhotoCraft non vengono sempre interpretati correttamente dall’applicazione Adobe e alcuni effetti complessi possono produrre risultati differenti. È uno dei motivi per cui gli stessi sviluppatori continuano a definire PhotoCraft un prodotto alpha.

Il progetto è stato sviluppato con un forte contributo dell’IA

A rendere particolare la storia di PhotoCraft c’è anche il modo in cui è nato. Il progetto è guidato dallo sviluppatore Brandon Thomas e gran parte del codice delle applicazioni ArtCraft è stata realizzata con il supporto di Claude Opus 5.5.

Non si tratta, però, di una singola applicazione. PhotoCraft fa parte di una famiglia più ampia di software che punta a proporre alternative open source a numerosi programmi professionali: tra questi ci sono progetti destinati a editing video, grafica vettoriale, sviluppo fotografico, PDF e applicazioni da ufficio.

PhotoCraft rimane al momento uno dei software più maturi e visibili dell’intero progetto, ma la cautela è necessaria. Il ritmo di sviluppo è impressionante, tuttavia una lunga lista di funzioni presenti nell’interfaccia non significa automaticamente che ogni strumento abbia già precisione, stabilità e prestazioni paragonabili a quelle di Photoshop.

È proprio questo il passaggio che determinerà se PhotoCraft riuscirà a diventare una vera alternativa professionale o resterà soprattutto un interessante esperimento open source. Per ora, considerando la giovane età del progetto, quanto realizzato è già sufficiente per renderlo uno dei software da tenere maggiormente d’occhio nel panorama dell’editing grafico libero.

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