Dopo averne sancito prematuramente
la morte, i media specializzati stanno facendo marcia indietro di fronte al
successo che stanno conseguendo i dispositivi dotati di Bluetooth, in particolare
i telefoni cellulari. Con il rinnovato interesse verso tale tecnologia, si riaprono
le discussioni su quali problemi possano incontrare i futuri utenti che volessero
utilizzare il Bluetooth.

Secondo la società specializzata
Frost&Sullivan,
saranno due i possibili dilemmi più gettonati: la sicurezza e l’interoperabilità.
Sulla sicurezza la questione è alquanto calda. Dopo la conferma della quasi
totale inaffidabilità delle reti 802.11b sotto questo punto di vista e con la
lenta, ma inesorabile, diffusione di cellulari, PDA e notebook Bluetooth, non
mancherà molto tempo che il problema della sicurezza verrà giudicato primario
anche per il Bluetooth.

Se l’802.11b ha fallito da questo
punto di vista, mostrando evidenti lacune, il Bluetooth dovrebbe dormire sonni
tranquilli, vista l’importanza data, proprio in sede di definizione dello standard,
alla sicurezza delle trasmissioni. Il SIG, il gruppo che cura lo sviluppo del
Bluetooth, ha da sempre posto come prioritario il problema sicurezza. Questo
non vuol dire che il Bluetooth sia esente da problemi di tale tipo. Infatti,
se scavata a fondo, anche una rete Bluetooth può mostrare crepe, senza importanza
per i più, ma importantissime per chi fa della sicurezza totale delle proprie
trasmissioni il suo pane quotidiano.

In questo caso ad aiutare il Bluetooth
sono intervenute alcune aziende software, che hanno messo a punto varie soluzioni
per garantire una totale sicurezza anche per questi utenti. In particolare si
possono nominare Pocit
Labs
e Red-M,
entrambe pronte ad offrire protocolli software di protezione per la sicurezza
delle connessioni Bluetooth.

Il secondo problema è l’interoperabilità,
ovvero la certezza che tutti i dispositivi Bluetooth siano perfettamente compatibili
l’un l’altro. Questo problema era stato quello che aveva posto in serio dubbio
l’effettiva efficacia del Bluetooth nei mesi scorsi. Le versioni del Bluetooth
precedenti alla 1.1, infatti, erano caratterizzate dal non essere pienamente
compatibili tra loro. Esempio lampante è stato il primo
test pubblico
del Bluetooth, tenutosi allo scorso CeBIT
2001
, che si è rivelato un fallimento totale. In fretta e furia, il SIG
ha definito le specifiche della versione 1.1, obbligando tutti i costruttori
ad utilizzarle per realizzare i propri dispositivi, ponendo, quindi, fine ai
possibili problemi di compatibilità. Oltretutto la diffusione di dispositivi
con versioni precedenti alla 1.1 è alquanto scarsa, visto che il boom si è avuto
solo dopo l’uscita della nuova versione.

A dire il vero, però, vari produttori
hanno a listino alcuni prodotti che montano versioni del Bluetooth precedenti
la 1.1. Certuni possono essere aggiornati alla nuova versione con un semplice
upgrade software, ma per altri non vi è nulla da fare. Ecco perché si deve stare
ben attenti quando si acquista un prodotto Bluetooth, affinché sia 1.1 o quantomeno
si sappia che le versioni precedenti possono avere dei problemi di interoperabilità.

Se il problema interoperabilità
potrebbe sembrare chiuso con l’arrivo della versione 1.1, in realtà c’è ancora
da avere a che fare con un subdolo pericolo. Si deve sapere che nel Bluetooth
esistono vari profili, ormai quasi 60, sviluppati ognuno per il funzionamento
di alcuni determinati dispositivi. Ogni prodotto Bluetooth possiede solo alcuni
di tali profili e vi è il rischio che diversi dispositivi, che abbiano profili
del tutto differenti, non siano interoperabili tra loro.

L’esempio più classico sono una
stampante ed un auricolare Bluetooth. Difficilmente i profili dei due dispositivi
saranno interoperabili tra loro. Tutto ciò è evidentemente dovuto a motivi economici,
visto che l’implementazione di tutti i profili in ogni dispositivo verrebbe
a costare troppo per i produttori e sarebbe, oltretutto, una spesa inutile,
vista la nulla utilità nel far dialogare tra loro dispositivi tanto diversi.
Il problema si potrebbe porre con l’arrivo sul mercato di alcuni prodotti non
facenti parte di una definitiva categoria, cosa che potrebbe portare ad una
non perfetta interoperabilità.

Ovviamente non si tratta di un
problema di gran conto, visto che tutti i futuri dispositivi Bluetooth supporteranno
i profili più diffusi, ma è importante sapere, con la repentina diffusione del
Bluetooth, che se due prodotti sono Bluetooth questo non vuol dire che debbano
per forza di cose essere interoperabili, proprio perché una interoperabilità
universale non gioverebbe affatto, anzi, nocerebbe, per via dell’incidenza notevole
che avrebbe avuto tale scelta sui prezzi al consumatore. Insomma pare proprio
che il Bluetooth goda di ottima salute e che, dopo qualche normale peccato di

gioventù, si appresti ad invadere la nostra vita quotidiana.