Qualcosa non torna, le autorità sud coreano vogliono vederci chiaro. Il sospetto è che alcuni segreti industriali di Samsung, legati ai nuovissimi display flessibili, siano trapelati e arrivati in Cina. Il responsabile dell’illecito sarebbe un gruppo di dipendenti di una società che fornisce a Samsung l’attrezzatura per produrre i suoi schermi. Al momento le accuse sono in fase di verifica.

14 milioni di Dollari per i segreti Samsung

Non sono certo spiccioli e non c’è da stupirsi. Lo spionaggio industriale viene praticato da tempi immemori perché – sebbene molto pericoloso – è molto redditizio. Soprattutto quando chi lo fa calcola perfettamente il momento e colpisce in quella fase delicata in cui la sfida è riuscire ad accaparrarsi il trofeo di primo produttore a lanciare un nuovo genere di device. Certo, in materia di smartphone pieghevoli c’è già Royole FlexPai, ma arriverà in commercio solo nella versione sviluppatori per il momento.

Secondo le autorità sud coreane, sono 9 dipendenti dell’azienda Toptec Co Ltd i responsabili della fuga di segreti sulle tecnologie utilizzate da Samsung per la produzione dei proprio pannelli OLED flessibili. Infatti, la società rifornisce il colosso sud coreano proprio dell’attrezzatura necessaria per produrre i nuovi display. Sembra che gli accusati abbiano creato una società fittizia per vendere ad un soggetto – ancora non identificato – le informazioni riservate di cui erano in possesso perché interni alla società. Gli unici dettagli noti al momento sono la provenienza dell’acquirente che ha comprato i dati – la Cina – e la cifra spesa: circa 13,85 milioni di Dollari. A sua discolpa, Toptec ha dichiarato:

La nostra azienda non ha mai fornito segreti industriali o commerciali di Samsung Display a un cliente cinese. La nostra società collaborerà facendo tutto il possibile perché in tribunale sia chiarita la verità.

Far trapelare informazioni segrete di questo calibro, proprio mentre diversi produttori di smartphone (come OPPO e Huawei) cercano la loro strada per realizzare il primo smartphone pieghevole, è molto grave. Se le accuse si rivelassero fondate, i 9 dipendenti della società avrebbero ceduto dati sulle tipologie di attrezzature acquistare da Samsung per realizzare i pannelli flessibili, semplificando di fatto il processo di ricerca e sviluppo di chi li ha acquistati a caro prezzo.

Fonte: Phonearena