Il (futuro) capo di Qualcomm ha appena affermato che le sanzioni statunitensi su Huawei potrebbero ridurre lo stress sulla carenza di chip globali. All’inizio di gennaio infatti, l’azienda aveva annunciato che Cristiano Amon avrebbe assunto la carica di CEO dell’azienda a partire dal 30 giugno 2021.

Qualcomm: il CEO parla della carenza dei semiconduttori

In un webcast con l’analista di Goldman Sachs Rod Hall (riportato dal portale di Bloomberg), Amon ha affermato che a causa dei ban relativi alla produzione di chipset che Huawei sta affrontando, le strutture del suo partner TSMC sarebbero ora libere. Per chi non lo sapesse, TSMC ha dovuto sospendere gli ordini di Huawei nel 2020 a causa delle restrizioni rafforzate dal governo degli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump.

Da quel momento, il gigante cinese non è più stato in grado di produrre altre CPU HiSilicon Kirin. Ad ogni modo, Amon afferma che, sebbene le strutture siano ora disponibili per altri, le difficoltà nel trasferimento della tecnologia potrebbero ritardarne i benefici immediati.

Inoltre, le case automobilistiche di tutto il mondo stanno affrontando grosse carenze di semiconduttori a causa della guerra commerciale fra USA-Cina, con la prima nazione che intende reprimere sempre più le compagnie tecnologiche cinesi.  La grave falla nella produzione di chip ha ulteriormente aumentato la domanda di componenti chiave relativi agli smartphone, PC, wearable, console da gioco e via dicendo.

Cristiano Amon afferma che le richieste di Qualcomm siano aumentate rispetto a prima e, in effetti, le entrate della società in ottobre-dicembre hanno registrato una crescita spaziale. Il 2020 (segnato come Q1 2021 nell’anno fiscale) è cresciuto di un 62% rispetto all’anno precedente.

Dulcis in fundo, pare che, sebbene non sia consentito comunicare con Huawei, l’azienda americana stia facendo del suo meglio per entrare in contatto con il sub-brand Honor, recentemente scorporato dalla casa madre. Secondo il futuro CEO, la controversia sui semiconduttori tra Stati Uniti e Cina sarà molto lunga e ci vorrà del tempo prima di vedere una soluzione.

Fonte:Bloomberg