Samsung continua a perfezionare One UI 9 e, oltre alle novità più visibili dell’interfaccia, sta lavorando anche su ottimizzazioni meno appariscenti che potrebbero avere effetti concreti sull’autonomia. Le versioni beta distribuite nelle ultime settimane su diversi dispositivi Galaxy compatibili avrebbero infatti introdotto tre nuove frequenze di aggiornamento del display: 20 Hz, 26,67 Hz e 40 Hz.
La novità è stata individuata da alcuni utenti sui Galaxy S24 e Galaxy S25 e sembra riguardare soprattutto i modelli dotati di pannelli LTPO, capaci di modificare dinamicamente il refresh rate in base ai contenuti mostrati sullo schermo. L’obiettivo non è rendere il display più fluido, visto che i modelli premium Samsung possono già raggiungere frequenze elevate, ma permettere allo smartphone di scegliere con maggiore precisione quando ridurre il refresh rate e quindi i consumi.
One UI 9 rende più flessibile il refresh rate
Uno schermo con frequenza di aggiornamento a 120 Hz può aggiornare l’immagine fino a 120 volte al secondo, caratteristica particolarmente utile durante lo scorrimento dell’interfaccia, nelle animazioni e nei videogiochi. Mantenere una frequenza elevata quando non è necessaria, tuttavia, comporta un maggiore consumo energetico.
È qui che entrano in gioco i display LTPO e il refresh rate variabile. Il sistema può abbassare automaticamente la frequenza quando sullo schermo ci sono elementi prevalentemente statici e aumentarla rapidamente quando l’utente torna a interagire con il dispositivo.
Con One UI 9, Samsung sembra voler rendere ancora più granulare questo meccanismo. La disponibilità delle modalità a 20 Hz, 26,67 Hz e 40 Hz offre al software ulteriori livelli intermedi tra cui scegliere a seconda dello scenario.
In determinate condizioni, per esempio, il telefono potrebbe passare a 20 Hz invece di utilizzare 24 Hz quando i contenuti visualizzati presentano pochi elementi in movimento. Il risparmio energetico del singolo passaggio potrebbe essere limitato, ma l’effetto cumulativo durante un’intera giornata di utilizzo potrebbe contribuire a ridurre il consumo del display.
La novità è stata individuata su Galaxy S24 Ultra e Galaxy S25
Le nuove modalità sono state segnalate sul Galaxy S24 Ultra, Galaxy S25 e Galaxy S25 Ultra. Al momento, però, non risultano indicazioni ufficiali che consentano di stabilire con certezza quali dispositivi le riceveranno nella versione stabile di One UI 9.
Ci sono comunque buone ragioni per ipotizzare una diffusione più ampia. Galaxy S24, Galaxy S24+, Galaxy S25+, Galaxy S25 Edge e altri modelli premium compatibili dispongono infatti di tecnologie di visualizzazione che potrebbero consentire a Samsung di adottare una gestione più articolata della frequenza di aggiornamento.
La presenza di un pannello LTPO, tuttavia, non garantisce automaticamente la disponibilità delle stesse frequenze su ogni modello. La gestione del refresh rate dipende anche dal controller del display, dal pannello utilizzato e dalle impostazioni definite dal produttore nel firmware. Sarà quindi necessario attendere ulteriori beta o la distribuzione stabile per conoscere l’elenco definitivo.
Anche i Galaxy S26 utilizzano le nuove frequenze
Le modalità a 20 Hz, 26,67 Hz e 40 Hz sarebbero state osservate anche sulla serie Galaxy S26 con One UI 9. Non è ancora chiaro, però, se fossero già disponibili sui dispositivi fin dal lancio oppure se siano state abilitate successivamente attraverso gli aggiornamenti beta del software.
Il dettaglio è interessante perché suggerisce che Samsung stia cercando di uniformare la gestione dinamica del display tra diverse generazioni dei suoi smartphone di fascia alta, anziché riservare l’ottimizzazione esclusivamente ai modelli più recenti.
Un piccolo cambiamento che punta soprattutto alla batteria
Non si tratta di una funzione che gli utenti dovranno necessariamente attivare manualmente. Il vantaggio principale deriva infatti dalla capacità del sistema di selezionare automaticamente la frequenza più adatta al contenuto visualizzato, evitando di aggiornare il pannello più frequentemente del necessario.
Non bisogna comunque aspettarsi incrementi drastici dell’autonomia soltanto grazie alle tre nuove modalità. Il display rappresenta una delle componenti che incidono maggiormente sui consumi di uno smartphone, ma la durata della batteria dipende anche da luminosità, processore, modem, applicazioni in background e modalità di utilizzo.
L’aggiunta mostra piuttosto il tipo di ottimizzazione su cui Samsung sta lavorando con One UI 9: accanto alle modifiche grafiche e alle nuove funzioni più facilmente riconoscibili, il produttore sta intervenendo anche sui meccanismi interni che regolano l’hardware. Per i Galaxy dotati di display LTPO, una gestione più precisa del refresh rate potrebbe tradursi in qualche margine aggiuntivo di autonomia senza sacrificare la fluidità quando serve.