Dopo tutto il parlare sull fallimento
del Bluetooth, sulla diffusione dell’802.11b, sulla battaglia per lo standard
di trasmissione a corto raggio, ecco arrivare un terzo incomodo dalle caratteristiche
entusiasmanti. Il nome della nuova tecnologia è Ultra Wideband Transmission
(UWB).

L’UWB, sebbene sia conosciuta già
da alcuni anni, è stata finora utilizzata esclusivamente per scopi militari
e per dispositivi di localizzazione. Adesso, finalmente, dovrebbe giungere dalla
Federal Communication Commissions il permesso per lo sviluppo di apparecchi
commerciali basati sull’UWB. Il nuovo sistema è un differente tipo di tecnologia
di trasmissione, che riesce a trasportare con relatività facilità e pochissimo
fabbisogno energetico, grandi quantitativi di dati a corto raggio.

I dispositivi UWB hanno una larghezza
di banda superiore fino a 1.000 volte l’802.11b. Questo vuol dire che le potenzialità
dell’UWB sono enormi, per un gran numero di utenti, ad una velocità molto più
elevata ed ad un costo decisamente inferiore. Diverse aziende stanno lavorando
a prodotti UWB, tra le quali spicca il laboratorio Ultra Wideband Working Group,
appositamente organizzato da Intel. Le possibilità tecniche dell’UWB sono talmente
elevate che la FCC potrebbe rilasciare diverse versioni del sistema, dalle caratteristiche
a poco a poco migliori.

Il punto di forza dell’UWB è la sostanziale
differenza tecnica che lo distingue dagli altri sistemi di trasmissione radio.
L’UWB, infatti, utilizza una serie di brevi impulsi energetici, che coprono
un’area molto vasta, per trasportare i dati. Gli impulsi, emessi in questo modo,
lavorano sullo stesso spettro di frequenza del rumore di fondo emesso, ad esempio,
dai chip del Pentium II, dai monitor delle televisioni, dai rasoi elettrici,
etc. Si tratta di una porzione di spettro enorme, regolata dal FCC solo in base
alla potenza dei singoli dispositivi.

Questo differente metodo di trasmissione
comporta ovviamente un diverso utilizzo. Difatti, lo spettro radio, che è un
bene limitato, non viene minimamente intaccato dalle trasmissioni UWB, quindi
si tratta di un sistema perfetto per le trasmissioni a corto raggio. Inoltre,
proprio per questo diverso tipo di tecnologia trasmissiva, i dispositivi UWB
sono molto più semplici da costruire e possono essere ridotti ai minimi termini.
Un costruttore ne ha già preparato uno della grandezza di una monetina. In più,
la richiesta di energia è minima, visto il funzionamento in quell’area particolare
di spettro, migliaia di volte minore di quella di un singolo cellulare. La potenza,
invece, è nettamente superiore a quella delle attuali tecnologie di trasmissione
a corto raggio Bluetooth e 802.11b. Alcune aziende hanno effettuato prove di
trasmissione fino a 60 Mbs.

La sicurezza dell’UWB è ai massimi
livelli, vista l’altissima difficoltà nel codificare gli impulsi che stanno
alla base della tecnologia. Ma non sono tutte rose e fiori. Vi sono alcune limitazioni
nell’utilizzo dell’UWB, in particolar modo per le eventuali interferenze che
i dispositivi di questo genere possono avere con altre tecnologie tipo GPS o
radio-televisive. Varie ricerche sono state svolte da diversi gruppi di studio
e tutte sono state acquisite dalla FCC per verificarne i risultati. Nonostante
questi problemi di interferenza, pare proprio che la Federal Commissions sia
pronta a dare il via libera alla commercializzazione dell’UWB, visto che i lati
positivi sono certamente enormemente maggiori di quelli negativi.