La Commissione europea ha chiuso un procedimento d’infrazione contro la Polonia per indisponibilità dell'ubicazione del chiamante, dopo che le autorità polacche hanno confermato che tale informazione era ormai disponibile dal 30 giugno per le chiamate al numero di emergenza europeo 112.

La normativa UE impone agli Stati membri di adoperarsi affinché gli operatori comunichino ai servizi di emergenza l'ubicazione di coloro che chiamano il 112 da telefoni mobili o fissi. In tal modo risulta molto più facile reagire ad incidenti ed emergenze, particolarmente in vista dei risultati di un'indagine effettuata quest'anno: da essa è infatti emerso che soltanto il 53% degli europei che viaggiano all'estero è in grado di comunicare l'ubicazione esatta delle emergenze quando chiama il 112.

"Sono lieta di chiudere il procedimento contro la Polonia relativo alle chiamate al 112, ora che questo paese ha istituito un sistema di trasmissione delle informazioni sull'ubicazione del chiamante ai servizi di emergenza. I cittadini europei dovrebbero poter contare sulla capacità di questi servizi di localizzarli quando chiamano il 112 senza sapere dove si trovano, o come spiegarlo. Quando sono in gioco la vita e la salute, ricevere l'aiuto dei servizi di emergenza dovrebbe essere facile come "1+1=2", che ci si trovi in patria o all'estero nell'UE", ha commentato Viviane Reding, commissario UE responsabile per le telecomunicazioni. "Non mi resta ora che esortare gli Stati membri in cui esistono ancora problemi con il 112 ad adottare con urgenza provvedimenti atti ad assicurare il corretto funzionamento del servizio di ubicazione del chiamante".

Dal 2006 la Commissione ha avviato procedimenti di infrazione per indisponibilità dell'ubicazione del chiamante contro 14 Stati membri. 9 di questi casi sono ora chiusi, essendo stata risolta la situazione.
La Corte europea di giustizia ha già statuito su tre casi di infrazione riguardanti il 112, riscontrando una violazione del diritto comunitario perché le informazioni sull'ubicazione del chiamante erano disponibili soltanto parzialmente in Slovacchia (sentenza del 25 luglio 2008) e non lo erano affatto per le chiamate al 112 da cellulari in Lituania (sentenza dell'11 settembre 2008) e nei Paesi Bassi (9 ottobre 2008). Un altro caso riguardante l'Italia è attualmente all'esame della Corte.