I vertici del gruppo britannico Vodafone sono seriamente preoccupati per la piega che sta prendendo il mercato tedesco, il principale in Europa per numero di utenti mobili e quello dove le licenze 3G sono costate di più. Nel prossimo mese di gennaio 2004 le autorità tedesche ritireranno ufficialmente le licenze a 2 dei 6 gestori mobili che se le erano aggiudicate, ovvero Mobilcom e Quam, che hanno deciso di abbandonare l’avventura UMTS. A quel punto le frequenze rimaste libere verranno riassegnate ad un costo di circa 200 milioni di Euro, da dividersi tra i 4 gestori rimasti.

Vodafone, che già sta spendendo enormi cifre per la copertura del territorio tedesco, potrebbe trovarsi in difficoltà nell’investire ulteriori fondi in un business che potrebbe rivelarsi poco redditizio, anche a causa degli altissimi costi delle licenze comprate nell’oramai lontana estate del 2000. Per questo motivo il gruppo britannico non vede di buon occhio la riassegnazione obbligata delle frequenze, stante il fatto che i portavoce di Vodafone Germania hanno già dichiarato che Vodafone è interessata al business UMTS nella sua interezza in tutti i mercati di riferimento e sarebbe sbagliato concentrarsi sulla riassegnazione di porzioni di spettro in determinati paesi.

Il problema attuale dell’UMTS sono senza dubbio i terminali, pochi e poco edificanti. Rudi Groger, Amministratore Delegato di O2 Germania ha affermato che i telefoni UMTS attuali più che cellulari gli ricordano dei pezzi di ferro portatili, enfatizzandone il peso e le dimensioni non certe minime.