Il focus sul mercato smartphone di Counterpoint Research relativo al Q3 2018 restituisce la fotografia di un settore dominato da tre big: a livello globale Samsung risulta essere il primo produttore per numero di unità distribuite con il 19% della quota. Seguono Huawei con il suo 14% (includendo i device a marchio Honor) e infine Apple sul terzo gradino del podio al 12%.

Il mercato smartphone nel Q3 2018

Distaccati OPPO e Xiaomi, entrambi con il 9%, poi Vivo con l’8% e più giù Lenovo con il 3% che raggruppa anche i modelli con brand Motorola. A tutti gli altri player del mercato è assegnato complessivamente il 26%. L’immagine di seguito risulta particolarmente esplicativa per comprendere gli equilibri tra le forze in campo. Da notare che il volume dei telefoni distribuiti nel mondo tra il mese di luglio e quello di settembre di quest’anno (380 milioni) è sceso del 5% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo della scorsa stagione. È l’ennesima dimostrazione di quanto ci sia sete di novità: vedremo se i display pieghevoli in arrivo nel 2019 sapranno invertire il trend.

I player del mercato smartphone

Dinamiche e percentuali cambiano se si focalizza l’attenzione esclusivamente sull’Europa. Nel vecchio continente la quota di Samsung sale al 31%, quella di Huawei al 22% e Apple incrementa fino a raggiungere il 19%, mentre Xiaomi scende al 4% e Alcatel chiude tra i brand citati dal report al 2%.

Il mercato smartphone in Europa

Per capire il livello di frammentazione del settore e come la maggior parte del market share sia nelle mani di poche realtà è sufficiente citare un dato: gli OEM nella Top 10 cannibalizzano il panorama con il 79% delle unità distribuite, lasciando il restante 21% a più di 600 altri brand minor. Tra i marchi che crescono più in fretta ci sono Huawei (+33% in dodici mesi) e HMD (+73% anno su anno) che si occupa degli smartphone Nokia. Andranno verificate le performance di Apple nei prossimi trimestri, anche alla luce di una domanda al di sotto delle aspettative per i neonati iPhone XS, XS Max e XR.

Fonte: Counterpoint Research