Per capire, senza essere esperti, se una bottiglia di cognac sia un’imitazione o meno, oppure se è stata stappata e, in seguito, ritappata, ci verrà in soccorso un chip. Ci ha pensato il produttore di Cognac Remy Martin, che ha fatto costruire una bottiglia con "annesso" un chip NFC.

Per chi non è particolarmente ferrato nella "res vinicola", i cognac sembrerebbero, ad una prima occhiata, tutti uguali. Il cognac, in genere, va fatto invecchiare per circa sei anni, anche se alcune versioni meno costose lo sono molto meno e, in maniera fraudolenta, persino infuse con caramello colorante per avere un look da cognac autentico. Remy Martin, che si vanta di sottoporre il suo cognac ad un invecchiamento dai 10 ai 37 anni (una bottiglia del suo liquore meno costosa viene messa in vendita a partire da € 100), è corso ai ripari.

All'interno del tappo di ogni sua bottiglia di nuova produzione sarà applicato un chip che "flaggherà" la bottiglia come "chiusa" o, in caso di rottura del sigillo, "aperta". Eseguendo una scansione su una bottiglia "Remy Martin CLUB" col chip innestato, saremo in grado di sapere se qualcuno l'ha aperta in precedenza. La società "Martin" si doterà anche di un'app dedicata che gestirà l'identificazione delle bottiglie, momentaneamente solo per i prossessori di smartphone Android (visto che il chip NFC è tuttora bloccato). Le bottiglie intelligenti saranno "lanciate" in Cina in autunno.