Dopo i recenti problemi tra Corea del Sud e Giappone che mette a rischio le forniture anche di produttori estranei a questa guerra, come Apple che rischia di rimanere senza schermi OLED per i suoi iPhone 11, la casa di Cupertino sembra si stia muovendo per trovare delle alternative. In particolare sembra che Apple stia pensando di aggiungere BOE Technology all’elenco dei fornitori dei suoi pannelli OLED.

I problemi con il Giappone

Dal mese di luglio il Giappone ha infatti iniziato a limitare l’esportazione in Corea del Sud di alcuni importanti materiali utilizzati per la produzione di display e chip per smartphone, i poliimmidi fluorurati. Tra le aziende della Sud Corea, Samsung rappresenta attualmente oltre il 90% del mercato globale dei pannelli OLED di piccole e medie dimensioni e LG Display oltre il 95% del segmento di schermi TV OLED di grandi dimensioni. Bloccare su questo fronte le due aziende sta avendo ovviamente impatti anche su altri produttori di device.

È il caso di Apple. Finora il colosso statunitense si era rivolto alle aziende sudcoreane per la produzione di schermi OLED per gli iPhone 2019, che ora però potrebbero non essere in grado di fornire display sufficienti a produrre tutti i modelli di iPhone 11 che aveva intenzione di lanciare entro fine 2019 (gli iPhone 11 e gli iPhone 11 Max, mentre l’iPhone XR 2019 dovrebbe continuare ad avere un pannello LCD).

L’alternativa cinese

Tra le alternative più probabili per la produzione di pannelli OLED che aziende come Apple potrebbero valutare, c’è BOE Technology, azienda cinese estranea alla diatriba tra Corea del Sud e Giappone. Si tratta peraltro di un’azienda che ha già testato in passato la strada dei display flessibili che in futuro anche Apple potrebbe pensare di ottenere. Se tutto dovesse essere confermato, la produzione di pannelli OLED per iPhone da parte della BOE dovrebbe partire a fine 2019.

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    Fonte: Digitimes