L’effetto Coronavirus potrebbe presto far sentire il proprio impatto sull’industria della telefonia mobile. Sebbene ad oggi i mercati abbiano seguito una sorta di inerzia, scontando un rallentamento dato per ovvio e doveroso in virtù dei pericoli legati all’epidemia, la questione si sta facendo sempre più seria a mano a mano che le notizie dalla Cina continuano ad essere quelle di un allarme generale e di una situazione estremamente grave (parole degli apparati cinesi).

Alcune linee di produzione sono partite (è notizia di queste ore la ripartenza di Tesla e altre compagnie automotive), ma il comparto mobile dovrà probabilmente affrontare due ordini di problemi, sia a livello di produzione che a livello di domanda.

La domanda di smartphone è stata impattata fin dalla fine dell’anno, quando ancora in Europa non si parlava di Coronavirus, ma già a Wuhan era chiaro che qualcosa non stesse andando per il verso giusto. L’allarme è scattato in Europa con 3 settimane di ritardo a causa dei silenzi che la Cina ha preteso sulla situazione, ma la domanda di smartphone a cavallo con il Capodanno Cinese sono piombate a livelli minimi e con ogni probabilità rimarranno tali ancora per qualche tempo. Difficile fare proiezioni oggi, ma l’ipotesi è che le vendite annue possano scendere anche del 30% rispetto all’anno precedente. Chi potrebbe risultarne maggiormente impattato? I gruppi più esposti sono Huawei, Apple, Oppo, Vivo e Xiaomi: in modi differenti, e con proporzioni diverse, per ognuno il Coronavirus potrebbe rappresentare un grave pericolo destinato ad essere scontato fin dai prossimi mesi sui rispettivi valori azionari (Huawei, ad esempio, nell’ultimo mese è passato da 3,3 a 2,7 renminbi per azione.

Il secondo problema è di ordine produttivo e potrebbe impattare qualsivoglia gruppo che affidi l’assemblaggio dei propri device alle catene cinesi (Foxconn in primis). In questo caso il problema è esteso a livello globale, dove già la domanda si andava assottigliando e ora si tutto si trova ad affrontare una crisi inaspettata e non certo semplice.

Il Coronavirus rappresenta un bivio per molte sfide, non da ultima quella del 5G che anche quest’anno si sarebbe combattuta nella grande arena del Mobile World Congress: il ring 2020 potrebbe saltare, ma il mercato non si ferma e l’anno in corso rischia quindi di essere di ben difficile interpretazione in tal senso. Secondo IDC il 5G avrebbe rappresentato un grande stimolo per la vendita di dispositivi a prezzo superiore, ma quanto successo in Cina rischia ora di comprimere tali possibilità e con esse le speranze di rilancio del settore.

L’impatto di questa situazione è destinato a riverberare le proprie conseguenze anche nel medio e lungo termine, insomma, mentre per il breve periodo c’è da attendersi cadute a doppia cifra. Resta da capire chi rimarrà maggiormente ferito dopo questo inatteso ostacolo.

Fonte:IDC