Nella tragica vicenda che sta occupando
gli onori della cronaca in questi giorni, ovvero l’omicidio del professor Marco
Biagi, vi è anche un risvolto tecnologico. I terroristi, infatti, avrebbero
spedito le oltre 500 mail contenenti il famoso documento di rivendicazione dell’attentato,
utilizzando un telefono cellulare GPRS.

La scoperta da parte degli investigatori
è stata effettuata dopo la ricerca di indizi per risalire a chi avesse spedito
tale rivendicazione. Si è così scoperto che il documento sarebbe stato spedito
zippato tramite un notebook al quale era collegato un cellulare dotato di una
SIM prepagata. Del tutto impossibile, quindi, risalire all’identità dei terroristi,
visto che la pratica di utilizzare SIM Card anonime o rubate è, ormai, risaputa
nella cerchia della malavita organizzata, dalla quale i terroristi non si discostano
poi molto. L’indirizzo e-mail dal quale sono partite le lettere è un indirizzo
Wind, di conseguenza la SIM prepagata è proprio del gestore arancione.

L’utilizzo di questi accorgimenti
rende le mail spedite praticamente irrintracciabili per le forze dell’ordine,
che pure sono già risalite al tipo di client utilizzato, al sistema operativo
presente sul PC e ad altre informazioni riguardanti la SIM Card ed il telefonino.
Insomma pare proprio che le indagini proseguano a tutto campo, nel tentativo
di giungere il prima possibile a risultati concreti.