Ormai il WAP è offerto da quasi tutti gli operatori
mobili, ma i servizi specifici continuano a non riuscire a prendere piede. Ian
Ruggiero, direttore della divisione servizi dell’azienda Countrywide Home Loans
Inc, ha una regola ferrea da rispettare quando sviluppa un nuovo servizio: se
il progetto si può svolgere entro due mesi, occupando solo due addetti, allora
è un buon progetto, in caso contrario non lo è.

Secondo Ruggiero il seguire questa regola ha permesso
all’azienda di lavorare con profitto allo sviluppo di vari servizi. Ma non sempre
è tutto così semplice. Negli USA, ad esempio, sebbene moltissimi operatori supportino
il WAP, la nascita di servizi specifici fatica ad affermarsi. Soprattutto vi
sono difficoltà con i protocolli di sicurezza e con la compatibilità dei diversi
servizi. Conoscere, quindi, come le nuove applicazioni vengano sviluppate potrà
apportare indubbi benefici all’intero settore.

Ricordiamo che il WAP è stato presentato dal WAP
Forum nel 1997, un consorzio formato da oltre 630 aziende. Agli albori, i fondatori
del consorzio furono Ericsson, Motorola, Nokia e Unwired Planet, una delle maggiori
compagnie di sviluppo software per terminali mobili, che adesso ha preso il
nome di Openwave. Sebbene il WAP era stato pensato come una tecnologia capace
di funzionare con diverse realtà mobili, si scelse di non supportare il linguaggio
più diffuso in rete, l’ HTML, ma crearne uno ex novo, per venire incontro alle
basse velocità di trasmissione delle attuali reti mobili. Si è così deciso lo
sviluppo del WML, un linguaggio particolare appositamente pensato per i siti
WAP.

Diverse versioni del protocollo WAP sono uscite
finora. Per la fine dell’estate dovrebbe essere la volta della 2.0, una versione
finalmente rinnovata completamente. Nonostante ciò non tutti i siti vengono
scritti in WML. Sprint PCS ad esempio, utilizza l’ HDML, che rende inutilizzabili
i terminali compatibili WML. NTT DoCoMo utilizza, invece, per il suo i-Mode,
il cHTML. Ma molti esperti si aspettano una migrazione verso una totale compatibilità.
Gia Sprint ha annunciato che utilizzerà il WAP 1.2.1, mentre NTT DoCoMo sta
sviluppando dei cellulari che includano anche un browser WAP 2.0.

I problemi affrontati dal WAP in questi ultimi
mesi, hanno fatto levare più di una voce su di una sua imminente morte. Ma molte
società di ricerca affermano che il problema reale del WAP è che gli operatori
non sono stati capaci di studiare delle applicazioni interessanti per i loro
utenti. Si è lanciato il WAP senza una ricerca ben precisa o un obiettivo di
fondo. L’inizio è stato confortante, ma in seguito non si è visto nulla di nuovo.
Le compagnie telefoniche devono affrancarsi dall’idea che Internet In Piedi
sia uguale ad Internet Seduti.

Eppure il WAP sembra avere ancora parecchie carte
da giocare. Si calcola che vi siano ben 50 milioni di terminali WAP nel Mondo.
Esistono browser WAP per quasi tutti i tipi di cellulari o PDA. Molti nuovi
sistemi operativi mobili sono WAP-compatibili. Eppure tantissime aziende lavorano
sulla trasformazione di siti web in siti WAP. I servizi WAP sono perlopiù utilizzati
da una clientela business, che però, sarebbe ben lieta di utilizzare un reale
Mobile Internet. Per questo il WAP deve evolvere. Forse la versione 2.0 potrà
essere un buon punto di partenza.

Anche la sicurezza è un punto nero del WAP. Nel
trasformare un particolare dato da WML, tramite il protocollo di sicurezza Internet
SSL, si possono avere degli istanti in cui la protezione dei dati è quasi nulla.
Il WAP Forum sta lavorando ad una celere soluzione per questo grave bug. La
grave mancanza può essere aggirata riprogrammando il cellulare, ma si tratta
comunque di un palliativo. Le aziende sono molto attente alla sicurezza delle
loro trasmissioni, per questo i servizi WAP che si rivolgono ad una clientela
business dovranno essere sicurissimi.

Assisteremo alla rinascita del WAP? Oppure si tratta
di una tecnologia ormai superata? O magari la vedremo utilizzata solo da poche
categorie di utenti? Le risposte a queste domande si avvicinano sempre più.
Entro la fine dell’anno molto probabilmente conosceremo il destino dei servizi
WAP.