Secondo quanto si apprende in rete, sembra che il colosso cinese Huawei stia pianificando di collaborare con un’azienda indiana al fine di spostare letteralmente la produzione di apparecchiature 5G all’associata: questo includerebbe anche il trasferimento della tecnologia proprietaria per alleviare i problemi di sicurezza che il governo locale avrebbe sull’azienda.

Huawei: decentralizzare le attività 5G per alleviare le sanzioni

Secondo un rapporto di TelecomNews, il gigante tecnologico cinese pare che sia disposto a portare la produzione di apparecchiature 5G in India, cedendo il tutto ad un’altra azienda indiana. Per chi non lo sapesse, Huawei è un importante produttore di apparecchiature per le telecomunicazioni e una realtà leader nel networking 5G. Pertanto, il direttore locale dell’azienda ha persino chiesto al governo indiano di fornire una “parità di condizioni“.

Secondo il CEO di Huawei India, David Li:

Ora siamo molto aperti e desiderosi di collaborare con un’azienda locale. Stiamo cercando un partner locale e per motivi commerciali non vogliamo rivelare alcun dettaglio. Possiamo portare i nostri moduli software o hardware e consentire a un partner (locale) di produrre apparecchiature.

Inoltre, il dirigente ha anche chiesto al governo indiano di chiarire l’incertezza sulla partecipazione di Huawei ai processi 5G.

David Li ha invitato il governo indiano a chiarire questo punto: in merito alla partecipazione della società nella regione, ha suggerito di considerare il record “pulito” degli ultimi 20 anni nel Paese da parte della compagnia. Ha inoltre aggiunto che “non è sicuro ora … Il governo vuole affrontare le preoccupazioni in materia di sicurezza, ma ciò dovrebbe essere basato su fatti e standard globali. Ci auguriamo che il governo indiano ci dia condizioni di parità per partecipare alle prove (5G) “.

In parole povere, non sappiamo quale sarà il ruolo dell’azienda nei processi produttivi del 5G in India, ma è lecito ipotizzare che questa non voglia intromettersi così da aggirare le sanzioni USA in merito. Come andrà a finire?

Fonte:TelecomNews