Secondo un recente rapporto, nonostante il divieto imposto dagli Stati Uniti e dal Governo Trump, il telefono pieghevole Huawei Mate X verrà lanciato con il sistema operativo Android di Google.

Android ci sarà su Mate X

Come tutti sanno, nel 2019 sono stati già preannunciati ben due smartphone pieghevoli, ma sino a ora non è stato possibile trovarli tra gli scaffali dei negozi, né negli e-store.

Il Galaxy Fold di Samsung è stato richiamato per essere riparato, dopo che i primi revisori avevano scoperto che lo schermo pieghevole poteva essere reso inutilizzabile con relativa facilità. Il lancio del Mate X di Huawei è stato da poco posticipato a settembre e in molti hanno pensato che, al momento, il destino di Galaxy Fold fosse la causa del ritardo. Tuttavia, dalla Rete sono emersi ulteriori dettagli e sembra che il foldable della società cinese verrà presentato secondo la tabella di marcia prestabilita, ma soprattutto montando Android.

Huawei, ovviamente, si sta occupando del divieto Trump che impedisce di avere qualsiasi contatto con società tecnologiche statunitensi e prevede di presentare un proprio sistema operativo basato su Android che funzionerebbe senza il supporto di Google. Ma la vera notizia positiva è che Mate X dovrebbe essere in vendita con la versione Android di Google, perché il terminale è stato annunciato prima del divieto del presidente americano. Se gli Stati Uniti e la Cina non raggiungeranno un accordo che contenga disposizioni per abolire il divieto su Huawei fino a metà agosto, la società cinese non sarà in grado di lanciare ulteriori nuovi dispositivi con il sistema operativo di big G.

Vincent Pong, presidente di Huawei per l’Europa occidentale, ha riferito che il Mate X non è in ritardo a causa della questione americana, ma per il lento avvio del 5G. Il dirigente ha dichiarato che il telefono verrà lanciato a settembre, se non prima, e avrà a bordo l’attuale versione di Android. Ricordiamo che il Mate X dovrebbe essere commercializzato in tutti i Paesi in cui sono disponibili le reti 5G.

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    Fonte: BGR