Huawei Mate40 Pro+ ha appena stabilito un nuovo record nella categoria “Foto” nei test di DxOMark sulla fotocamera del dispositivo. Con ben 139 punti, il flagship dell’OEM cinese ha appena oltrepassato tutti i telefoni esistenti presenti in commercio, ponendosi come nuovo cameraphone assoluto e indiscusso. Il terminale ha ottenuto 144 punti nella categoria “Foto” e, come dice il rapporto, questo è il più alto valore mai registrato nel settore. Tuttavia, è tre punti sotto il Mi Ultra di Xiaomi nella categoria “Zoom”.

Huawei: Mate 40 Pro, Mate 40 Pro+ dominano le classifiche DxOMark

Se ricordate, il device di punta del colosso cinese Xiaomi, che in precedenza aveva ricevuto il premio come “miglior fotocamera”, ha ottenuto 101 punti nella categoria “Zoom”. Inoltre, Mate40 Pro + perde il primo posto nella categoria “Video”, poiché questo è stato preso dal fratello minore Mate 40 Pro: sono 115 i punti rispetto ai 115 di quest’ultimo.

Detto questo, Huawei ha ora ottenuto tre dei primi 5 posti nella classifica delle fotocamere DXOMARK e questo è a dir poco impressionante.

Rispetto a Mate40 Pro, l’iterazione premium ha un doppio teleobiettivo aggiuntivo e sensori 3D ToF. Prima di parlare dei “Pro” e dei “Contro”, diamo brevemente un’occhiata alla configurazione della fotocamera posteriore. Si trova infatti un sensore principale da 50 Megapixel con apertura f/1.9, un ultra-wide da 20 Mpx da f/2.4, un tele da 12 Mpx con apertura f/2.4 e un tele da 8 Mpx con apertura f/2.4. Non manca il sensore 3D ToF e quello per la temperatura del colore. Registra video in 4K a 60 fps e ha l’OIS e l’EIS.

Il rapporto afferma che Mate40 Pro+ scatta foto e video con un’esposizione accurata, un’ampia gamma dinamica e non perde i momenti salienti. Le immagini sono quasi simili a quelle del Mate40 Pro. Tuttavia, il teleobiettivo extra e l’obiettivo più ampio (FOV ultragrandangolare da 14 mm), abbinate alle funzioni come l’OIS, aiutano a scattare foto migliori con una gamma più ampia e con una maggior riduzione del rumore.

Tuttavia, ci sono solo pochi svantaggi: la quantizzazione del colore, gli artefatti ghosting, la profondità di campo ridotta e la minore nitidezza nei fotogrammi video in condizioni di scarsa illuminazione. Stranamente, l’autofocus del dispositivo non riesce a una distanza minore e le sue immagini di anteprima sembrano essere diverse da quelle acquisite.

Fonte:DxOMark