Huawei ed Honor pare abbiano ceduto alla forte tentazione e forzato via software i risultati dei test di benchmark eseguiti sugli smartphone. Punteggi più alti di quelli effettivamente raggiungibili, ottenuti spingendo l’hardware oltre il limite sostenibile dal terminale stesso.

Non sono certo i primi produttori a farlo, ma speriamo siano fra gli ultimi

La falsificazione delle performance durante i test di benchmark è una pratica ben nota. I produttori tendono a farlo per scalare classifiche, inserire punteggi all'interno del loro materiale pubblicitario ed anche attirare l'attenzione degli utenti.

Diversi anni fa, sono stati scoperti produttori del calibro di Samsung, HTC, Sony ed anche LG. Più recente invece è il caso di OnePlus, colpevole di aver spinto OP 5 per migliorare i risultati di benchmark.

Tutto sommato, riuscire in questo tipo di intento non è difficile anche se potrebbe danneggiare lo smartphone. Infatti, le ROM all'interno vengono programmate in modo da spingere oltre ogni limite imposto le performance di ogni componente del SoC. Tutto solo e soltanto quando le applicazioni di benchmark vengono avviate sul device da testare. 

La pratica potrebbe potenzialmente danneggiare i terminali. Infatti, mettere così tanto sotto sforzo i terminali aumenta di parecchio la temperatura interna. Se il sistema di raffreddamento non riuscisse a dissipare tutto il calore accumulato, lo smartphone potrebbe rompersi definitivamente.

Huawei si difende: "lo facciamo perché lo fanno tutti"

A scoprire la scorrettezza del colosso cinese è stato lo staff di Anandtech durante i test di alcuni terminali dell'azienda. Dopo aver riscontrato alcune anomalie nei punteggi rilevati, i colleghi si sono resi conto che gli smartphone più nuovi sembravano dotati di una sorta di sistema di "benchmark detection", ovvero quanto raccontato nello scorso paragrafo.

Al fine di ottenere una spiegazione, Anandtech ha raccontato quanto scoperto a Wang Chenglu, presidente della divisione Software di Huawei. Il riscontro ottenuto era abbastanza prevedibile.

Il presidente ha lasciato intendere di essere perfettamente a conoscenza di quanto riportato. Tuttavia, l'azienda sembra obbligata a farlo per colpa di altri produttori (in realtà sembra averne citato uno in particolare). Il fenomeno pare si stia diffondendo soprattuto in Cina.

In altre parole. Se gli altri smartphone della concorrenza vengono pubblicizzati con punteggi di benchmark palesemente falsificati, il colosso cinese non può rimanere a guardare.

Di seguito, la dichiarazione ufficiale completa di Huawei, tradotta in Italiano:

 

"Huawei dà sempre la priorità all'esperienza utente piuttosto che cercare di ottenere punteggi di riferimento elevati, soprattutto perché non esiste una correlazione diretta tra i benchmark degli smartphone e le esperienze degli utenti. Gli smartphone Huawei utilizzano tecnologie avanzate come – l'intelligenza artificiale – per ottimizzare le prestazioni dell'hardware come CPU, GPU e NPU.

"Quando qualcuno lancia un'applicazione per la fotografia o utilizza un gioco che richiede grandi risorse grafiche, il software intelligente di Huawei crea un'esperienza utente stabile sfruttando tutte le funzionalità dell'hardware, occupandosi contemporaneamente dellla temperatura e dell'efficienza energetica del terminale. Per le applicazioni che non richiedono grandi risorse, come la navigazione sul Web, sono utilizzate solo quelle necessarie per offrire una buona prestazione.

"In normali scenari di benchmarking, quando il software Huawei riconosce un'applicazione per test di benchmark, applica in modo intelligente la "Performance Mode" e offre prestazioni ottimali per quella situazione. Huawei ha in programma di fornire agli utenti l'accesso alla "Modalità Performance" in modo che possano decidere autonomamente – quando necessario – di utilizzare il proprio termianle al massimo delle proprie prestazioni.

'Huawei – come leader del settore – è disposta a collaborare con i partner al fine di mettere a punto standard di benchmarking più adeguati per offrire una valutazione corretta dell'esperienza utente.'

 

 

 

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