Honor, azienda nata come sub-brand di Huawei, è recentemente diventata una società indipendente dopo essere stata venduta a Zhixin New Information Technology Co.Ltd. In futuro, la società ha tuttavia, alcuni piani ambiziosi. Secondo il rapporto di Nikkei Asia, la compagnia ha pianificato di produrre circa 100 milioni di unità smartphone e pare che abbia già contattato i propri fornitori negli Stati Uniti a tal proposito.

Honor: riuscirà a produrre 100 milioni di smartphone?

Resta da vedere se la società riuscirà a produrre la quantità richiesta di componenti, in quanto probabilmente dovrà passare attraverso il processo di approvazione degli Stati Uniti a causa del fatto che, facendo parte di Huawei fino a poco fa, è stata inserita nella Entity List.

L’azienda sta inoltre lavorando al rafforzamento della propria catena di fornitura. Subito dopo che la società è diventata indipendente, ha avviato trattative con Qualcomm per i chipset ed entrambe le società sono in trattative avanzate e potrebbero presto raggiungere un accordo. MediaTek sta anche valutando opzioni legali per fornire chipset a Honor.

Finora, la maggior parte dei dispositivi di Honor è stata alimentata dai chipset Kirin dell’azienda. Ma ora ciò non è possibile poiché le recenti sanzioni contro Huawei hanno reso impossibile ad HiSilicon la produzione di chipset.

Se Honor riuscirà a raggiungere il suo obiettivo di realizzare 100 milioni di unità nel 2021 dipenderà dalla sua capacità di procurarsi i componenti necessari per la commercializzazione dei telefoni stessi. D’altra parte, Huawei prevede di realizzare “solo” 60 milioni di unità l’anno prossimo.

Quindi, in totale, entrambe queste società prevedono di realizzare 160 milioni di unità di smartphone, circa il 20% in meno di quanto Huawei è riuscita a produrre da sola nel 2019. Sebbene la casa madre sia stato il principale OEM di smartphone a livello globale all’inizio di quest’anno, la sua quota di mercato sta diminuendo rapidamente a causa delle sanzioni.

Fonte:Asia Nikkei