Google promette di restituire più acqua di quanta ne consumino i suoi data center

Entro il 2030, l'azienda investirà in infrastrutture tecniche e iniziative per reintegrare ogni anno quasi 72 miliardi di litri d'acqua.
Google promette di restituire più acqua di quanta ne consumino i suoi data center

Google ha annunciato un nuovo e ambizioso piano ambientale che metterà in atto entro il 2030: l’obiettivo è quello di restituire agli ecosistemi locali una quantità di acqua dolce superiore a quella consumata dai propri data center. La mossa dell’azienda arriva in risposta alle crescenti preoccupazioni sull’impatto ambientale legato all’espansione delle infrastrutture dedicate all’Intelligenza Artificiale.

Ogni giorni viene consumato oltre un milione di litri d’acqua per l’AI

Negli ultimi anni la corsa globale allo sviluppo dell’AI ha portato a una rapida crescita dei data center, strutture essenziali per sostenere servizi digitali sempre più complessi. Tuttavia, molti cittadini e amministrazioni locali temono che il continuo aumento delle infrastrutture possa esercitare una pressione significativa sulle risorse idriche del territorio.

Il problema è particolarmente rilevante a causa delle elevate quantità d’acqua necessarie per il raffreddamento dei server. Un data center di medie dimensioni può infatti consumare oltre un milione di litri d’acqua al giorno, un quantitativo equivalente al fabbisogno idrico di circa 1.000 abitazioni statunitensi. Le attività legate all’esecuzione di servizi come YouTube, Gmail o una banale ricerca, soprattutto quando supportate da sistemi di Intelligenza Artificiale, generano grandi quantità di calore che richiedono sistemi di raffreddamento altamente efficienti.

Per questo motivo Google utilizza sistemi di raffreddamento a liquido, considerati più efficienti dal punto di vista energetico rispetto alle tradizionali soluzioni ad aria. Ma c’è il rovescio della medaglia: la grande quantità di acqua utilizzata, che continua ad alimentare il dibattito pubblico sul costo ambientale dell’Intelligenza Artificiale.

Per raggiungere il traguardo fissato al 2030, Google ha annunciato l’espansione dei propri programmi di gestione sostenibile delle risorse idriche. L’azienda sosterrà 165 iniziative distribuite in 97 diversi bacini idrografici, con l’obiettivo di reintegrare ogni anno quasi 72 miliardi di litri d’acqua. Un piano che prevede un investimento pari a 17 milioni di dollari.

Stando alle parole di Google, questi fondi saranno utilizzati per migliorare zone umide considerate strategiche negli stati della Georgia e del Missouri, creare un corridoio fluviale panoramico nel Minnesota, impiegare specie vegetali autoctone per mitigare il rischio di inondazioni nel Michigan e aiutare gli agricoltori dell’Iowa a convertire migliaia di acri di terreno in sistemi di pascolo pensati per proteggere le falde acquifere locali.

A queste iniziative si aggiunge un ulteriore investimento da 500 milioni di dollari destinato all’ammodernamento delle infrastrutture pubbliche dedicate all’acqua potabile e al trattamento delle acque reflue. Google ha inoltre dichiarato che nelle aree considerate a maggior rischio verranno adottate tecnologie di raffreddamento avanzate basate sull’aria oppure sistemi che utilizzano acqua reflua recuperata.

Anche Microsoft è intervenuta sul tema presentando questa settimana un nuovo approccio architettonico per i propri data center dedicati all’intelligenza artificiale. L’azienda di Redmond sostiene che il nuovo design consentirà di ridurre drasticamente il consumo di risorse, portando il fabbisogno idrico annuale di un’intera struttura a livelli paragonabili a quelli di un singolo ristorante locale.

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