Sono diversi tra influencer, creator e pseudo esperti a sostenere che le VPN consumano “parecchia” batteria anche in background. Di contro, le aziende che sviluppano questa tecnologia sostengono che le funzionalità attive non hanno un impatto importante sull’autonomia dei dispositivi sui quali è installata e attiva una VPN. Un test indipendente rivela che sta davvero mentendo.
West Coast Labs ha pubblicato un recente rapporto a seguito di un’attenta valutazione dell’impatto sulla batteria di NordVPN, una delle VPN più diffusa e sponsorizzata sul web. Una serie di test indipendenti ha risposto a questi dubbi confermando qualcosa che per alcuni è decisamente inaspettato.
Marijus Briedis, Chief Technology Officer (CTO) di NordVPN, ha spiegato: “Il consumo della batteria è uno dei principali motivi per cui molte persone evitano di utilizzare una VPN. Volevamo verificare se questo mito avesse un fondamento“. I risultati di questi test hanno condotto a una risposta che potrebbe interessare molti e aprire gli occhi ad altri.
Qual è il consumo reale delle VPN sulla batteria
“Il tuo telefono fa sembrare il consumo della batteria da parte della VPN molto più elevato di quanto non sia in realtà“, ha aggiunto Briedis nel comunicato stampa. In base ai risultati dei test “utilizzare NordVPN ininterrottamente per 24 ore ha aumentato il consumo giornaliero della batteria di appena l’1,4% su Android e dell’1,8% su iOS“.
Perché quindi i nostri smartphone mostrano dati differenti che spingono molti a demonizzare l’utilizzo di una VPN se si vuole mantenere una buona autonomia nel proprio smartphone? Gli esperti hanno spiegato: “Quando una VPN è attiva, tutto il traffico Internet del dispositivo passa attraverso di essa. Android e iOS attribuiscono tutto questo traffico all’app della VPN. Di conseguenza, il consumo della batteria dovuto allo streaming di un video, al caricamento di una pagina web o alla consultazione delle email viene attribuito alla VPN, anche se queste attività consumerebbero la stessa quantità di batteria anche senza di essa“.
Briedis ha concluso: “Le persone meritano di poter fare scelte consapevoli sulla propria sicurezza online. Se il consumo della batteria era il motivo per cui qualcuno evitava di usare una VPN, speriamo che questo rapporto contribuisca a fugare definitivamente ogni dubbio. Nell’uso quotidiano, l’impatto è praticamente impercettibile. La privacy e la sicurezza non dovrebbero comportare un compromesso che, come dimostrano i risultati, in realtà non è mai stato un vero problema“.