Come riportato dai colleghi della CNN, proprio ieri in Francia è stata approvata la legge che vieta l’uso dei social media ai minori di 15 anni. Nello specifico, tale decisione rende questo Paese il primo dell’Unione Europea a introdurre un limite di età di questo tipo. Tuttavia, non è il primo nel mondo. Infatti, proprio alla fine dello scorso anno è stata l’Australia a fare la storia introducendo il primo divieto di utilizzo dei social network per gli under 16.
Sta andando in questa direzione anche la Gran Bretagna che ha annunciato restrizioni simili le quali dovrebbero entrare in vigore l’anno prossimo. A questa si aggiungono anche altri Paesi come Danimarca, Grecia e Spagna che hanno in programma la pianificazione di limiti di età minimi per l’utilizzo dei social media. Decisione che dividono l’opinione pubblica in chi è totalmente a favore e chi è completamente contro queste leggi.
Emmanuel Macron, subito dopo l’approvazione della legge, ha pubblicato su X: “A partire da quest’anno scolastico, i social media saranno vietati ai minori di 15 anni. Il cervello dei nostri figli e dei nostri adolescenti non è in vendita. Le emozioni dei nostri figli e dei nostri adolescenti non sono in vendita né possono essere manipolate, né dalle piattaforme americane né dagli algoritmi cinesi“.
Lo stop della Francia ai social media per i minori di 15 anni divide il mondo
Il divieto dei social media per i minori di 15 anni in Francia sta dividendo il mondo. Geraldine Delacroix, pediatra e madre di sei figli, alla CNN, ha dichiarato: “Penso sia fantastico. Ora aspetto di vedere come funziona, ma in ogni caso è meglio di niente“. Nondimeno, ha anche sottolineato come molti adolescenti siano in grado di eludere già eventuali controlli parentali esistenti: “Anche se li blocchiamo, trovano il modo di aggirarli“.
La figlia Ariane ha spiegato: “Un po’ troppo tardi per i giovani della mia generazione, che hanno tra i 13 e i 14 anni. Abbiamo la tendenza a dire: ‘Ok, guarderò il telefono solo per cinque o dieci minuti’, e poi, dato che crea una forte dipendenza, finiamo per passare un’ora o due al telefono“. In totale onestà ha anche spiegato che effettivamente non vede alcun vantaggio nell’uso dei social per i giovani della sua età.
Il ministro dell’Istruzione francese Édouard Geffray ha aggiunto: “I divieti da soli non basteranno. Non possiamo limitarci a imporre restrizioni, dobbiamo educare e proporre modalità di socializzazione alternative“. Katia Roux, di Amnesty International Francia, ha dichiarato: “Il dibattito sul divieto dei social media per i minori di 15 anni è legittimo. Tuttavia, questa misura non è sufficiente a rendere sicure le piattaforme digitali“.
Solo un cambiamento nel modello di business delle aziende dei social media proteggerà veramente tutti gli utenti. Innanzitutto, è necessario vietare le funzionalità che creano dipendenza e che sono manipolative delle piattaforme.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, proprio la scorsa settimana aveva avvertito: “I social media non sono un giocattolo. In Europa, chiunque sviluppi un prodotto è responsabile della sua sicurezza. Le case automobilistiche devono rendere i loro veicoli sicuri. Non ci aspettiamo che i bambini progettino le proprie cinture di sicurezza. Non ci aspettiamo che i genitori installino gli airbag a casa. Non si tratta di stabilire se i bambini possono accedere ai social media. Si tratta di stabilire se e quando i social media possono accedere ai nostri figli“.