Gemini Spark ora naviga sul web direttamente con Chrome

Google porta Gemini Spark dentro Chrome: l'IA può navigare sul web, compilare moduli e automatizzare attività online.
Gemini Spark ora naviga sul web direttamente con Chrome

Google compie un nuovo passo verso gli assistenti AI autonomi. L’azienda ha annunciato che Gemini Spark può ora sfruttare le funzionalità di navigazione di Chrome per eseguire attività direttamente sul web, trasformandosi da semplice chatbot a vero e proprio assistente capace di interagire con siti e servizi online. La novità è accompagnata anche da un ampliamento della disponibilità del servizio, che raggiunge oltre 160 nuovi Paesi per gli abbonati Google AI Pro, mentre la funzione di navigazione avanzata debutta inizialmente negli Stati Uniti.

Con questa integrazione, Gemini Spark non si limita più a fornire suggerimenti o rispondere alle domande degli utenti. L’assistente può infatti utilizzare Chrome Auto Browse per affrontare attività articolate direttamente nel browser.

Tra gli esempi mostrati da Google figurano la ricerca di voli e l’avvio della procedura di prenotazione, la pianificazione di visite per appartamenti salvati in precedenza e altre operazioni che normalmente richiederebbero diversi passaggi manuali. L’intelligenza artificiale può sfruttare, previo consenso dell’utente, gli account già autenticati nel browser e le credenziali archiviate in Chrome per completare queste operazioni.

L’obiettivo dichiarato è ridurre il tempo necessario per svolgere attività ripetitive, lasciando all’utente solo le decisioni finali o le operazioni più sensibili.

Google sottolinea che la nuova funzionalità è stata progettata con diverse misure di sicurezza. In particolare, Gemini Spark integra protezioni contro gli attacchi di prompt injection, una tecnica con cui pagine web malevole potrebbero tentare di manipolare il comportamento dell’assistente AI.

Per le operazioni considerate critiche, come pagamenti o conferme definitive di acquisti, il sistema interrompe l’automazione e restituisce il controllo all’utente, che deve autorizzare esplicitamente il completamento dell’azione. In questo modo Google punta a mantenere un equilibrio tra automazione e supervisione umana, evitando che l’intelligenza artificiale possa eseguire autonomamente operazioni con conseguenze economiche o personali.

Una disponibilità ancora limitata

Nonostante l’annuncio globale, la funzione di navigazione tramite Chrome non sarà immediatamente disponibile ovunque. Google ha confermato che il rollout parte dagli Stati Uniti, mentre l’estensione ad altri mercati arriverà in una fase successiva.

Parallelamente, l’azienda amplia invece la disponibilità generale di Gemini Spark, che diventa accessibile agli abbonati Google AI Pro in oltre 160 nuovi Paesi. Si tratta di un’espansione significativa che punta a rendere l’assistente AI sempre più centrale nell’ecosistema Google.

La sfida agli agenti AI

L’integrazione con Chrome rappresenta un tassello importante nella corsa agli agenti AI, sistemi capaci non solo di generare contenuti ma anche di eseguire azioni concrete sul web. Negli ultimi mesi il settore ha visto una crescente competizione tra i principali operatori tecnologici, tutti impegnati nello sviluppo di strumenti in grado di automatizzare attività quotidiane come prenotazioni, acquisti online, gestione di appuntamenti e compilazione di moduli.

In questo contesto, il vantaggio di Google risiede nell’integrazione con il browser Chrome, utilizzato da miliardi di persone nel mondo. La possibilità di operare direttamente all’interno del browser, sfruttando account già autenticati e dati disponibili con il consenso dell’utente, potrebbe rendere Gemini Spark uno degli assistenti AI più pratici per le attività quotidiane.

Resta tuttavia aperto il tema della fiducia degli utenti. Affidare a un’intelligenza artificiale la gestione di account personali, prenotazioni e operazioni online richiederà trasparenza sulle modalità di utilizzo dei dati, controlli efficaci e la possibilità di intervenire in qualsiasi momento durante l’esecuzione delle attività. È proprio su questi aspetti che Google sembra voler concentrare il messaggio del lancio, presentando l’automazione come uno strumento sempre subordinato al controllo dell’utente.

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