Quello che vedrete non è un normale Game Boy e no, non è prodotto da Nintendo, ma è solo il risultato di uno studio effettuato da un team di ricercatori della Northwestern University.

Game Boy ad energia solare? Si può fare… più o meno

Se vi ricordate, il Game Boy originale del 1989 era un’iconica console portatile che veniva alimentata con batterie stilo AA. Adesso, un gruppo di studiosi appartenenti alla Northwestern University e alla Delft University of Technology, ha sviluppato una nuova versione della classica console, sostituendo però il suo array di batterie AA con un set di cinque file di pannelli solari e pulsanti che raccolgono energia durante il gioco.

Engage è il nome scelto dal team per il suddetto dispositivo; il gadget è in grado di riprodurre i giochi per Game Boy originali di Nintendo e ha anche uno slot sul retro per inserire le cartucce di gioco dei classici videogame degli anni ‘90.  Il device è grande quanto un libro tascabile ma, come riporta CNET, pesa la metà del palmare originale; attenzione, iniziano ora una serie di limitazioni dovute all’hardware.

In primo luogo non vi è un suono per ogni cosa e lo schermo LCD è apparentemente minuscolo; in più, tende a spegnersi ogni 10 secondi circa. La console è infatti in grado di raccogliere abbastanza potenza per alimentare una sessione di gioco di dieci secondi. Engage tuttavia, è costruito per essere in grado di spegnersi e di riattivarsi con il semplice tocco di un pulsante senza perder però alcun progresso durante la partita (un’impresa alquanto difficile).

La quantità di tempo che può rimanere attiva varia a seconda del gioco; Tetris permette al dispositivo di rimanere acceso per più tempo di Super Mario Land. Scordatevi però di giocare a Pokémon Blu/Rosso: un vero incubo.

Ad ogni modo, Engage è un progetto di ricerca; è semplicemente un modo per esplorare come le future console per videogiochi potrebbero essere rese più ecosostenibili e rispettose dell’ambiente. Non solo le console assorbono molta energia, ma le batterie moderne utilizzano il litio, un minerale della terra che ha un costo ambientale molto significativo. Josiah Hester, uno dei co-creatori del progetto, afferma:

Abbiamo bisogno di approcci radicali e folli. Una delle cose radicali che potremmo fare è ripensare completamente a come costruiamo questi dispositivi buttando via le batterie.

The Engage sarà svelato il 12 settembre alla conferenza virtuale UbiComp, dopodiché il suo design, hardware e firmware saranno tutti open source su GitHub.

Fonte:CNET