Falso rimborso farmaci: attenzione alla nuova campagna di phishing

È in corso una nuova campagna di phishing che fa leva su un falso rimborso farmaci a tema Fascicolo Sanitario Elettronico.

CERT-AGID, il Computer Emergency Response Team, ha scoperto una nuova campagna di phishing che fa leva su un falso rimborso di farmaci a tema Fascicolo Sanitario Elettronico. L’obiettivo degli autori è quello di sottrarre dati personali e dettagli delle carte di pagamento delle vittime che cadono nella trappola inviata a mezzo email.

La leva psicologica sfruttata è la promessa di un presunto rimborso del 19% per l’acquisto di medicinali in farmacia (per un importo di 20,73 euro)“, spiegano gli esperti del CERT-AGID. Entrando nel vivo della campagna, il sito fraudolento che sfrutta in modo improprio loghi e grafiche del sito ufficiale si articola in quattro fasi progettate per massimizzare la credibilità e aggirare sistemi di sicurezza e analisi automatica.

Le 4 fasi della campagna di phishing sul falso rimborso farmaci

Ecco le 4 fasi della campagna di phishing collegata al falso rimborso di farmaci tramite un sito fraudolento del Fascicolo Sanitario Elettronico pubblicate dal CERT-AGID:

  1. Verifica di sicurezza (Captcha): all’utente viene inizialmente presentata una schermata di verifica con una semplice operazione aritmetica per “confermare che non è un robot”. Questo passaggio introduce una finta percezione di sicurezza e serve a ostacolare i crawler automatici di rilevamento.
  2. Notifica del finto rimborso: superato il controllo, compare la schermata di riepilogo istituzionale che informa l’utente dell’elaborazione della richiesta di rimborso per farmaci (€20,73, corrispondente alla detrazione fiscale del 19%), invitandolo a cliccare su “Conferma” per finalizzare la documentazione.
  3. Raccolta dati anagrafici (“Completa il tuo dossier”): la pagina successiva richiede l’inserimento di dati personali: cognome, nome, data di nascita, CAP, indirizzo di residenza, città, telefono ed email.
  4. Sottrazione dei dati di pagamento: nella fase conclusiva viene richiesto l’inserimento completo dei dati della carta di pagamento (titolare, numero di carta, data di scadenza e codice CVV), con il pretesto dell’accredito del rimborso “entro 1 settimana lavorativa”.
  5. Schermata conclusiva di conferma (“Richiesta di rimborso trasmessa”): a valle dell’invio dei dati, la vittima viene reindirizzata a una pagina finale di riepilogo con tanto di finto “Numero di protocollo” e stato “In elaborazione”. Nel testo viene fatto esplicito richiamo all’Agenzia delle Entrate, con la promessa di accredito entro 7 giorni lavorativi e l’indicazione di un falso numero verde di assistenza.

Ricordiamo che è ancora in corso la campagna malevola con falsi SMS INPS e verifica documentale.

Fonte: CERT-AGID

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti