Google sta completando una delle transizioni più controverse nella storia recente di Chrome: l’eliminazione definitiva del supporto alle estensioni basate su Manifest V2 (MV2). La conseguenza più immediata riguarda milioni di utenti che utilizzano uBlock Origin, uno dei più popolari ad blocker disponibili per browser Chromium.
Secondo quanto emerso in una discussione pubblicata nel repository GitHub del gruppo WebExtensions del W3C, le prossime versioni di Chromium segneranno la fine dei workaround che fino a oggi hanno permesso di mantenere attive le vecchie estensioni MV2 anche dopo la loro dismissione ufficiale.
Chrome rimuove i bypass per le estensioni MV2
La novità arriva direttamente dagli sviluppatori Chromium. Andrey Bershanskiy, contributor del progetto, ha spiegato che Google ha iniziato a eliminare i flag interni che consentivano di riattivare temporaneamente il supporto alle estensioni MV2.
Tra questi compare kExtensionManifestV2Disabled, una funzione che per oltre un anno era rimasta attiva come sistema di transizione. Ora però il codice è stato completamente rimosso.
Il commento dell’ingegnere Google Devlin Cronin chiarisce definitivamente la posizione dell’azienda:
“Le estensioni MV2 non sono più consentite in nessuna versione supportata di Chrome.”
Google sostiene che mantenere il vecchio framework non sia più sostenibile a causa di complessità tecniche, debito tecnologico e problemi di sicurezza. Cronin ha inoltre affermato che negli ultimi mesi sono stati scoperti diversi bug specifici proprio di MV2.
In pratica, i metodi utilizzati dagli utenti più esperti, inclusi tweak tramite Registro di Windows o parametri nascosti, smetteranno progressivamente di funzionare.
Le versioni Chromium coinvolte
Le modifiche saranno distribuite nelle prossime release di Chromium:
- Chromium 150: rimosso
ExtensionManifestV2Disabled - Chromium 151: rimosso
ExtensionManifestV2Unsupported - Chromium 151: rimosso
ExtensionManifestV2Availability - Chromium 151: possibile rimozione di
AllowLegacyMV2Extensions
Questo significa che i bypass oggi ancora funzionanti avranno vita molto breve. Alcuni utenti erano riusciti a prolungare il supporto a uBlock Origin tramite modifiche locali del sistema operativo, ma tali soluzioni non saranno più compatibili dopo Chromium 151.
Microsoft Edge e Opera verso la stessa direzione
L’impatto non riguarderà soltanto Chrome. Anche altri browser basati su Chromium potrebbero adottare presto la stessa politica.
Microsoft aveva già iniziato a disabilitare uBlock Origin su Microsoft Edge a partire da febbraio, mentre Opera aveva comunicato agli sviluppatori la necessità di migrare rapidamente a MV3. Secondo Raymond Hill, noto come “gorhill” e sviluppatore di uBlock Origin, Opera avrebbe persino ridotto le risorse dedicate alla revisione delle estensioni MV2.
In una comunicazione inviata agli sviluppatori lo scorso anno, Opera spiegava che:
“Chromium sta rimuovendo completamente il supporto per Manifest Version 2.”
Un messaggio che lasciava pochi dubbi sul futuro della piattaforma.
Brave e Vivaldi restano le eccezioni
Attualmente i browser Chromium che sembrano più favorevoli al mantenimento del supporto MV2 sono Brave e probabilmente Vivaldi.
Brave, in particolare, aveva già dichiarato in passato di voler continuare a supportare le estensioni MV2 il più a lungo possibile, soprattutto per garantire compatibilità con strumenti avanzati di blocco contenuti.
Chi invece desidera abbandonare completamente l’ecosistema Chromium può guardare a Mozilla Firefox, che continua a supportare sia MV2 sia MV3.
uBlock Origin Lite non convince tutti
Per gli utenti che intendono restare su Chrome, la soluzione ufficiale è passare a uBlock Origin Lite, la nuova versione compatibile con MV3.
Tuttavia, molti utenti e sviluppatori ritengono che uBO Lite non riesca ancora a raggiungere l’efficacia della versione originale. Le limitazioni introdotte da Manifest V3, soprattutto nella gestione delle richieste di rete e dei filtri dinamici, riducono infatti le capacità avanzate che avevano reso uBlock Origin uno degli strumenti più apprezzati per privacy e ad blocking.
La transizione a MV3 continua quindi a dividere la community: da una parte Google parla di maggiore sicurezza e migliori prestazioni, dall’altra sviluppatori e utenti denunciano una perdita concreta di controllo sul browser e sugli strumenti di protezione della privacy.