La storia della tecnologia è costellata da una miriade di progetti e prodotti dai nomi altisonanti e dalle caratteristiche ultra moderne, sulla carta pronti a conquistare il mercato, ma nella realtà scomparsi nel breve volgere dei mesi.
Il mercato della telefonia mobile non è ovviamente esente da queste particolari evenienze, chiamati nel gergo del mercato high-tech "vaporware".
Quasi tutti i produttori hanno nel cassetto telefoni annunciati in pompa magna e poi caduti nel dimenticatoio o addirittura cancellati con tanto di annuncio ufficiale.
In questa serie di articoli tratteremo con curiosità, e sempre senza alcun fine critico, la pletora di modelli che tanti di noi hanno inutilmente atteso.
In questo chiediamo anche il vostro intervento, per segnalarci quei prodotti che vi avevano incuriosito, ma che non avete mai più visto sul bancone del vostro negoziante di fiducia.
Nello stesso modo invitiamo le case produttrici tirate in ballo a voler fornire dettagli o ulteriori delucidazioni sui reali perché della "scomparsa" di questo piuttosto che di quel telefono.
In questa prima parte ci occuperemo delle case cosiddette storiche, ovvero Nokia, Motorola e Sony Ericsson.

Nokia
Iniziamo questa disamina dei vaporware della telefonia mobile con il leader del mercato, che, però, non è sicuramente una delle aziende più afflitte da annunci fantasma e nelle poche volte che ciò è accaduto la stessa Nokia ha annunciato in maniera ufficiale la cancellazione dei modelli.
È questo il caso del Nokia 7700, primo smart phone dotato della nuova piattaforma software Symbian OS Serie 90, presentato con grandi speranze dal management della casa finlandese nell’ottobre del 2003.
Il Nokia 7700 aveva un design di dubbio gusto e questo, unito alla scarsa, se non nulla, realizzazione di applicazioni degne di nota per la nuova piattaforma, portò al definitivo annuncio di cancellazione del prodotto nel giugno del 2004, sostituito sul mercato dal futuro 7710, modello attualmente in vendita.

Nokia 7700
Nokia 7700

Motorola
La casa americana si distingue nella speciale classifica dei vaporware telefonici, grazie ad una serie di modelli annunciati e mai giunti sul mercato, soprattutto nel corso dell’ultimo anno.
Alzi la mano chi ricorda la nuova gamma UMTS presentata da Motorola nello scorso 3GSM World Congress del 2005.
I modelli E1060, E1120 ed A1010 erano in bella mostra nello stand della casa statunitense, pronti per giungere sul mercato nel corso dell’anno.
Se per l’A1010, successore del fortunato A1000, l’interesse destato era stato notevole ed ancora qualcuno si chiede se mai giungerà sul mercato, i primi due modelli, diversificazioni del meno fortunato E1000, sono presto finiti nel dimenticatoio, tanto da non essere ricordati nemmeno da Motorola.
Non migliore fortuna hanno avuto i modelli C975 e C980, gemelli come i V975 e V980, ma con design a barra.
Nessuno dei due ha mai raggiunto il mercato italiano in numeri significativi, mentre in altri paesi, soprattutto il primo modello, hanno avuto una mediocre diffusione.
Ancora meno fortunata la vita dei due smart phone MPx e MPx100, presentati al 3GSM World Congress del 2004, ma anch’essi arrivati in pochissimi pezzi sul mercato e diventati presto preda di collezionisti.
In particolare l’MPx, il cui nome era stato già variato da MPx300, era uno dei PDA phone più attesi dagli appassionati del settore ed ancora oggi non esiste alcun modello con tali caratteristiche tecniche, ma forse proprio per quello acerbo sul mercato e pieno di problemi tecnici.
Sempre nello scorso 3GSM 2005, una fiera decisamente nera per Motorola, vide la luce il primo cellulare i-Mode della casa americana, l’E378i, anch’esso mai giunto sul mercato, dotato probabilmente di un design oramai considerato vetusto dai vertici della casa americana, decisamente orientati verso il nuovo "RAZR Style".

Motorola E1120
Motorola E1120

Motorola MPx
Motorola MPx

Motorola E1060
Motorola E1060

Motorola A1010
Motorola A1010

Sony Ericsson
La casa nippo svedese è ovviamente la più giovane delle storiche, ma altrettanto ovviamente deve prendere l’eredità lasciata dalle rispettive case madri e mai eredità fu più pesante in questo caso.
Proprio Ericsson fu protagonista nel 2000 di uno dei più clamorosi vaporware della telefonia mobile.
Dopo aver fatto furore con il T28, telefono vendutissimo, ma anche segnato da enormi problemi tecnici, tali da costringere Ericsson ad allungarne la durata della garanzia, annunciò in pompa magna il nuovo T36, primo cellulare Bluetooth della casa svedese, che univa il design vincente del T28 ad una serie di novità tecnologiche assolute quali, appunto, il supporto alla nuova tecnologia senza fili.
Dopo averlo anche mostrato allo SMAU 2000, Ericsson ne decise la cancellazione alla fine dello stesso anno, annunciando al tempo stesso il nuovo T39, che ne riprendeva forme e contenuti tecnici, che ne avrebbero fatto uno dei best seller dei primi anni del nuovo millennio.
Una volta unitesi in Sony Ericsson le due case subito annunciarono una serie di nuovi prodotti, tra i quali il best seller T68i e lo Z700, che riprendeva il design del Sony CMD Z7 utilizzando, però, il software del T68i di Ericsson.
Dopo pochi mesi, però, il management di Sony Ericsson reputò lo Z700 inadatto al mercato e lo cancellò definitivamente.

Ericsson T39
Ericsson T36

Sony Ericsson Z700
Sony Ericsson Z700

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