Carichi male lo smartphone ogni giorno senza saperlo

Prima la presa o il telefono? Ecco qual è l'ordine corretto per ricaricare lo smartphone e cosa incide davvero sulla durata della batteria.

Ogni giorno milioni di persone collegano lo smartphone al caricabatterie senza pensarci troppo. Eppure, secondo alcuni esperti e anche noti brand (come Huawei ad esempio), esiste un ordine preciso che sarebbe preferibile seguire durante la ricarica. Non si tratta di una regola destinata a rivoluzionare la durata della batteria, ma di una buona pratica che può contribuire a ridurre i rischi legati a eventuali sbalzi di tensione e a proteggere il dispositivo.

Collegare prima il caricabatterie alla presa elettrica e solo successivamente il cavo allo smartphone. Al termine della ricarica, invece, è consigliabile eseguire l’operazione inversa, scollegando prima il telefono e poi il caricatore dalla presa.

Perché viene consigliato questo ordine

La logica alla base di questa procedura è piuttosto semplice. Collegando prima l’alimentatore alla rete elettrica, il caricabatterie ha il tempo di stabilizzare la corrente prima di iniziare ad alimentare lo smartphone.

Se invece il telefono viene collegato mentre il caricatore non è ancora alimentato, eventuali picchi di tensione generati nel momento in cui la spina entra in contatto con la presa potrebbero raggiungere direttamente il dispositivo. I moderni caricabatterie integrano numerosi sistemi di protezione che riducono al minimo questo rischio, ma seguire il corretto ordine di collegamento rappresenta comunque una precauzione consigliata.

Per la stessa ragione, al termine della ricarica è preferibile rimuovere prima il cavo dallo smartphone e soltanto dopo scollegare l’alimentatore dalla rete elettrica.

Fa davvero durare di più la batteria?

È importante chiarire un aspetto. Non esistono evidenze tecniche che dimostrino come il semplice ordine di collegamento possa aumentare sensibilmente la vita della batteria.

Le moderne batterie agli ioni di litio sono infatti gestite da sofisticati sistemi elettronici che regolano automaticamente tensione, corrente e temperatura durante tutto il processo di ricarica.

Seguire questa procedura rappresenta quindi soprattutto una buona pratica dal punto di vista elettrico e della sicurezza, piuttosto che una soluzione in grado di rallentare l’invecchiamento della batteria.

I fattori che incidono davvero sulla salute della batteria

Se l’ordine di collegamento ha un’influenza limitata, ci sono invece alcuni comportamenti che, secondo gli esperti, possono accelerare concretamente il degrado delle batterie agli ioni di litio. Nei giorni scorsi abbiamo già pubblicato un approfondimento su 5 trucchi che possono far durare la batteria più a lungo , ma è utile riprendere in modo sintetico anche qui alcune buone pratiche.

Il calore è il vero nemico

Il principale fattore di usura è rappresentato dalla temperatura elevata. Utilizzare lo smartphone per giocare, registrare video in alta risoluzione o eseguire applicazioni particolarmente pesanti mentre è in carica provoca un aumento del calore interno che, nel lungo periodo, accelera il naturale deterioramento delle celle.

Anche lasciare il dispositivo esposto al sole o in ambienti molto caldi durante la ricarica può incidere negativamente sulla sua durata.

Evitare di lasciare il telefono sempre al 100%

Molti smartphone interrompono automaticamente la ricarica una volta raggiunto il 100%, ma mantenere la batteria costantemente alla massima tensione può comunque aumentare lo stress chimico delle celle.

Per questo motivo Apple, Samsung, Google e altri produttori hanno introdotto funzioni come la ricarica ottimizzata, che ritardano il completamento della carica fino a poco prima dell’orario in cui il dispositivo viene normalmente utilizzato.

Quando possibile, molti esperti consigliano di mantenere il livello della batteria tra il 20% e l’80%, anche se non è necessario seguire questa regola in maniera rigida.

Meglio evitare anche le scariche complete

Un’altra convinzione ormai superata riguarda la necessità di lasciare scaricare completamente il telefono prima di ricaricarlo.

Le batterie agli ioni di litio non soffrono del cosiddetto “effetto memoria” che caratterizzava le vecchie batterie al nichel. Al contrario, scariche profonde e ripetute possono aumentare lo stress dei materiali interni e accelerarne l’invecchiamento.

Le ricariche parziali e più frequenti risultano generalmente più adatte a preservarne la capacità nel tempo.

Attenzione anche al caricabatterie

Un altro elemento spesso sottovalutato è la qualità dell’alimentatore utilizzato.

I caricabatterie originali o certificati sono progettati per gestire correttamente tensione e corrente, integrando sistemi di protezione contro sovratensioni, surriscaldamento e cortocircuiti. Al contrario, accessori economici o privi delle necessarie certificazioni potrebbero non offrire gli stessi livelli di sicurezza.

Utilizzare alimentatori affidabili, insieme a un cavo in buone condizioni, rappresenta una delle precauzioni più semplici per garantire una ricarica efficiente e sicura.

Una buona abitudine, ma senza aspettarsi miracoli

Seguire il corretto ordine di collegamento del caricabatterie è una pratica consigliata e richiede solo pochi secondi. Tuttavia, chi desidera preservare davvero la batteria del proprio smartphone dovrebbe concentrarsi soprattutto sui fattori che incidono maggiormente sulla sua usura: evitare il surriscaldamento, limitare le scariche complete, utilizzare caricabatterie certificati e sfruttare le funzioni di ricarica intelligente integrate nei dispositivi più recenti.

Sono queste le abitudini che, nel lungo periodo, possono contribuire a mantenere più a lungo autonomia e prestazioni della batteria.

Fonte: Huawei

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