Nelle ultime settimane la Sat, il Servizio abbonamenti televisivi, ha richiesto il pagamento del canone RAI anche a chi non possiede un televisore. Per l’esattezza, a dover pagare il canone dovrebbe essere chiunque detenga un "apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni", comprendendo così anche i personal computer dotati di scheda TV e i videofonini.

Una decisione che ha fatto infuriare non pochi cittadini che si sono visti recapitare l'intimazione a pagare il canone.
Il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli ha chiesto un intervento immediato anche al ministro delle Comunicazioni, aggiungendo "Le lettere che ingiungono il pagamento, firmate dal Sat, sono un atto illegittimo: questo della Rai e dell'organo del ministero dell'Economia è un inaccettabile attacco al popolo del web".

Per Silvio Pieri, presidente dell'ufficio del Garante del contribuente del Piemonte, il consumatore ha due alternative: "O ignorare l'avviso di pagamento, nel caso in cui si riceva la lettera per la prima volta e non si possieda un televisore, o rispondere al mittente precisando che non si possiedono apparecchi trasmettitori".

L'ADUC, l'associazione per i diritti degli utenti e consumatori, invita tutti i cittadini sprovvisti di televisore, ma in possesso di altri apparecchi multimediali (computer, decoder, etc.) per i quali hanno ricevuto una richiesta di pagamento da parte della RAI a proporre un interpello all'Agenzia delle Entrate.
Se l'interpello inviato tramite raccomandata a/r alla Direzione Generale del Ministero delle Finanze non riceve una risposta entro i tempi previsti dalla legge, il cittadino è dispensato per sempre al pagamento del Canone senza rischi di incorrere in sanzioni.