L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine nei confronti di Apple per verificare il rispetto degli obblighi di interoperabilità previsti dal Digital Markets Act (DMA), il regolamento europeo che impone ai grandi operatori digitali di garantire condizioni di concorrenza più eque nei mercati tecnologici.
L’iniziativa riguarda in particolare i sistemi operativi iOS e iPadOS, considerati dalla normativa europea piattaforme strategiche attraverso le quali milioni di utenti accedono a servizi digitali. Secondo quanto comunicato dall’Autorità, Apple è tenuta a consentire ai fornitori terzi di servizi cloud destinati ai consumatori un’effettiva interoperabilità con i propri sistemi operativi, garantendo inoltre l’accesso gratuito alle stesse componenti hardware e software utilizzate dal servizio iCloud.
I dubbi dell’Autorità sul trattamento riservato ai concorrenti
L’Antitrust ha spiegato di disporre di elementi che fanno ritenere che i fornitori terzi di servizi cloud consumer possano non trovarsi nelle stesse condizioni operative di iCloud. L’attenzione si concentra quindi sull’eventuale esistenza di vantaggi tecnici o funzionali riservati al servizio proprietario di Apple, che potrebbero limitare la capacità competitiva delle piattaforme concorrenti.
Al centro della verifica vi è il principio di parità di accesso previsto dal DMA. In base alle nuove regole europee, i cosiddetti “gatekeeper”, ossia le grandi aziende che controllano piattaforme digitali essenziali, non possono favorire i propri servizi a discapito di quelli sviluppati da soggetti terzi.
Nel caso specifico, l’indagine dovrà chiarire se le società che offrono servizi di archiviazione cloud alternativi possano accedere alle stesse funzionalità di integrazione disponibili per iCloud all’interno dell’ecosistema Apple.
Un precedente importante nell’applicazione del DMA
L’avvio del procedimento rappresenta un passaggio particolarmente significativo anche sotto il profilo istituzionale. È infatti la prima volta che l’Autorità italiana esercita i poteri previsti dall’articolo 38, paragrafo 7, del Digital Markets Act e dalle norme nazionali che disciplinano l’attuazione del regolamento europeo.
La legge attribuisce all’Antitrust la possibilità di supportare la Commissione europea attraverso attività investigative preliminari, raccogliendo informazioni e analizzando eventuali criticità nei comportamenti delle aziende designate come gatekeeper.
L’indagine è stata avviata in stretta cooperazione con la Commissione europea, che mantiene il ruolo di unica autorità competente per l’applicazione e l’enforcement del DMA nell’Unione Europea.
Il ruolo della Commissione europea
I risultati dell’attività istruttoria svolta dall’Autorità italiana saranno trasmessi alla Commissione europea, che potrà utilizzarli per valutare eventuali interventi nei confronti di Apple.
L’attenzione delle autorità europee verso le pratiche delle grandi piattaforme tecnologiche è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni. Il Digital Markets Act rappresenta uno degli strumenti più incisivi introdotti dall’Unione Europea per limitare possibili comportamenti anticoncorrenziali e favorire una maggiore apertura degli ecosistemi digitali.
Per Apple, l’indagine italiana si inserisce quindi in un contesto regolatorio sempre più rigoroso, nel quale la capacità di garantire interoperabilità e accesso equo alle proprie piattaforme è diventata uno degli aspetti centrali del confronto tra Big Tech e istituzioni europee. Mentre l’istruttoria è nelle fasi iniziali, l’esito delle verifiche potrebbe contribuire a definire nuovi standard per il rapporto tra servizi proprietari e operatori terzi all’interno dell’ecosistema mobile europeo.