Mentre alcune malattie possono essere in qualche modo studiate attraverso i loro sintomi e le loro manifestazioni, nonché osservate clinicamente per poter essere curate, altre risultano invisibili all’occhio e spesso poco percettibili anche attraverso osservazioni più attente. La depressione è una di queste, ed è su questo ambito che la University of California (UCLA) intende lavorare facendosi forza di una stretta collaborazione con Apple.

Smartwatch per capire la depressione

La partnership annunciata farà leva sui dati che è possibile avere grazie all’uso di uno smartwatch come l’Apple Watch. Il progetto, firmato dal dr. Nelson Freimer (professore di psichiatria e direttore dell’UCLA Depression Grand Challenge), è costituito da un metodo predefinito di analisi di alcuni valori per poter misurare l’eventuale incidenza di talune circostanze nell’emergere della depressione nelle persone.

Grazie al fatto che uno strumento quale l’Apple Watch viene indossato tutto il giorno, l’Università sarà in grado di reperire informazioni quali i cicli del sonno, l’attività fisica, il battito cardiaco e la routine quotidiana: il tutto sarà incrociato ad eventuali manifestazioni depressive ed all’emergere di casi di ansia per capire quanto e se alcuni elementi possano contribuire al malessere.

Questa collaborazione, che sfrutta la profonda esperienza dell’UCLA e le tecnologie innovative Apple, ha la possibilità di trasformare la ricerca sulla salute comportamentale e l’assistenza clinica. Gli approcci odierni alla cura della depressione s si basano quasi interamente sulle segnalazioni soggettive dei malati stessi. Questo è un passo importante per ottenere oggettive e precise misurazioni che guideranno sia le diagnosi che i trattamenti.

In una prima fase sono stati coinvolti 150 utenti in possesso di Apple Watch, mentre ora l’esperimento si amplia a 3000 utenze. L’obiettivo è arrivare a capirne qualcosa di più su quella dinamica ancora nebulosa che circonda il mondo della depressione, causa di 1 milione di suicidi ogni anno e di 300 milioni di persone in sofferenza a livello globale. Lo studio giunge peraltro in un momento molto particolare, nel quale le incertezze legate al Covid e le restrizioni legate all’isolamento sociale hanno portato nuova ed ulteriore pressione sulla psiche delle persone più fragili: l’esperimento sarà quindi applicato in piena pandemia, avendo la possibilità di portare gli Apple Watch direttamente sul nervo scoperto di questa grave piaga sociale.

Fonte:UCLA