Apple ha raggiunto un accordo da 250 milioni di dollari per chiudere una causa legale legata ai ritardi delle nuove funzionalità AI di Siri e della piattaforma Apple Intelligence. La vicenda nasce dalle accuse di aver promosso capacità avanzate dell’assistente vocale che, al momento del lancio degli iPhone compatibili, non erano ancora disponibili agli utenti.
La class action era stata avviata negli Stati Uniti dopo la WWDC 2024, quando Apple aveva mostrato una versione profondamente rinnovata di Siri, capace di comprendere il contesto personale dell’utente, recuperare informazioni da app come Mail, Messaggi, Calendario e Foto e gestire richieste molto più complesse grazie all’intelligenza artificiale generativa.
Le promesse di Apple Intelligence finite sotto accusa
Al centro della controversia c’è soprattutto la campagna pubblicitaria dedicata a “Personal Siri”, mostrata da Apple come una delle principali novità degli iPhone 16. In uno degli spot più discussi, l’attrice Bella Ramsey utilizzava Siri per recuperare il nome di una persona incontrata mesi prima, grazie all’analisi combinata di email, messaggi e calendario.
Secondo i ricorrenti, quelle funzionalità hanno creato “aspettative chiare e ragionevoli” nei consumatori e negli investitori, inducendoli ad acquistare dispositivi che non offrivano realmente le capacità promesse. Quando gli iPhone sono arrivati sul mercato, molte delle funzioni AI annunciate non erano ancora disponibili oppure erano limitate.
Apple aveva successivamente rinviato il lancio completo della nuova Siri AI, comunicando che le funzioni più avanzate sarebbero arrivate solo nel 2026.
Nel testo dell’accordo, Apple non ammette alcuna responsabilità. L’azienda sostiene di aver comunque distribuito numerose funzioni AI attraverso il pacchetto Apple Intelligence, comprese le Writing Tools, Genmoji, Image Playground e l’integrazione con ChatGPT.
In una dichiarazione riportata dalle testate statunitensi, Apple ha spiegato di aver scelto la via dell’accordo per “restare concentrata sull’innovazione e sulla creazione dei migliori prodotti e servizi”.
L’intesa dovrà comunque essere approvata da un giudice federale americano prima di diventare definitiva.
Quanto potrebbero ricevere gli utenti
Secondo i documenti emersi nelle ultime ore, gli utenti statunitensi che hanno acquistato modelli compatibili con Apple Intelligence — in particolare gli iPhone 15 Pro e la gamma iPhone 16 — potrebbero ricevere un rimborso compreso tra 25 e 95 dollari per dispositivo, a seconda del numero totale di richieste presentate.
La vicenda rappresenta uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni nel settore tech legati alla promozione di funzionalità AI non ancora mature al momento del lancio commerciale. Diversi osservatori hanno sottolineato come Apple, storicamente prudente nell’annunciare tecnologie non pronte, abbia cambiato approccio con Apple Intelligence nel tentativo di recuperare terreno nella corsa all’intelligenza artificiale contro concorrenti come OpenAI, Google e Microsoft.
Le nuove funzioni evolute di Siri dovrebbero ora essere presentate ufficialmente durante la prossima conferenza sviluppatori di Apple prevista nelle prossime settimane.