Le app scolastiche potrebbero diffondere i dati di tuo figlio agli inserzionisti

Insospettabili e all'apparenza amiche degli alunni, le app scolastiche potrebbero diffondere i dati di tuo figlio agli inserzionisti.

Le app scolastiche, ormai sempre più diffuse, dietro la loro apparenza amichevole e insospettabile, nasconderebbero un vero pericolo: potrebbero diffondere i dati sensibili degli studenti. I risultati di una ricerca condotta dal Consiglio scolastico statale dello Utah in collaborazione con la Brigham Young University e Internet Safety Labs sono preoccupanti.

In pratica, delle 85 applicazioni testate, dotate di accordi sulla privacy dei dati, oltre il 50% avrebbe raccolto almeno uno dei dati relativi agli studenti non consentiti dagli accordi. Inoltre, di tutte le applicazioni analizzate, più del 63% condivideva i dati con terze parti, mentre quasi il 40% li trasmetteva anche agli inserzionisti.

Ci si può ancora fidare delle app scolastiche?

Purtroppo, come emerge da questa ricerca, la fiducia nelle promesse contrattuali delle app scolastiche è seriamente minacciata. Come possono istituti scolastici e genitori fidarsi se con una ricerca vengono scoperti comportamenti contrari agli accordi stabiliti sulla privacy.

Addirittura, gli esperti di Malwarebytes hanno spiegato: “Un’app può includere software di analisi di terze parti, servizi pubblicitari o altri componenti integrati che inviano informazioni altrove senza che la scuola o il distretto abbiano una visione chiara di tali trasferimenti“.

Il Consiglio scolastico statale dello Utah ha contattato i fornitori con potenziali problemi di privacy ed è stato chiesto loro di fornire spiegazioni o di porvi rimedio. Come riportato da News 4+ Utah, “dei 50 fornitori informati in merito alle incongruenze nella programmazione dei dati, 31 hanno firmato o si sono impegnati a firmare accordi aggiornati sulla privacy dei dati, mentre 13 hanno fornito spiegazioni che hanno soddisfatto i revisori statali in materia di privacy“.

Le discussioni successive hanno rivelato che diversi fornitori mantenevano versioni separate dei loro prodotti, una destinata ai consumatori e una specifica per il settore dell’istruzione. In molti casi, il codice di tracciamento degli annunci era presente sui siti web commerciali generici, ma assente dalle interfacce riservate agli studenti che avevano effettuato l’accesso.

Fonte: Schools Utah

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