Può un’app di preghiera lanciata da Papa Francesco nel 2019 diventare pericolosa tutto a un tratto? Sì se al suo interno conteneva una falla di sicurezza capace di esporre i dati personali di centinaia di migliaia di utenti. Questo è quanto successo a Click To Pray, l’app del Vaticano che ha esposto i dati personali e le informazioni sensibili di ben 700 mila utenti di tutto il mondo.
A scoprire la falla di sicurezza all’interno dell’applicazione religiosa è stato BobDaHacker, ricercatore indipendente ed esperto in cybersecurity. Secondo quanto dichiarato dall’esperto, la segnalazione sarebbe stata inviata il 3 gennaio 2026 e al 24 luglio 2026 non era ancora stata corretta. “La vulnerabilità è ancora attiva e nessuno ha mai risposto. Immagino che la mia email non fosse tra le loro priorità“, ha dichiarato.
Secondo quanto riportato da Malwarebytes, sembra che il problema sia stato risolto solo quando il ricercatore ha contattato un giornalista che ha presentato una richiesta di chiarimenti direttamente al Vaticano.
Il ricercatore ha scoperto una falla di sicurezza nell’endpoint API dell’app del Vaticano. Solitamente, solo l’applicazione mobile dovrebbe inviare le richieste di dati e restituire solo informazioni alla persona specifica che la sta utilizzando. Tuttavia, ciò che accade è che l’API fornisce informazioni su tutti gli utenti dell’applicazione a chiunque ne fa richiesta.
Il problema era che l’API non verificava se chi richiedeva un record fosse effettivamente autorizzato a visualizzarlo. Chiunque poteva richiedere informazioni per qualsiasi ID, da 1 a 719.517. L’API restituiva quindi il record di quell’utente, inclusi indirizzo email, nome e cognome, paese e data di nascita.
Cosa puoi fare per proteggerti dalla falla dell’app del Vaticano
Se sei capitato su questo articolo probabilmente sei uno degli utenti registrati nell’app del Vaticano Click To Pray che soffre di una pericolosa falla di sicurezza. Sappi che il tuo indirizzo email, nome, data di nascita e paese potrebbero essere stati compromessi, alias potrebbero essere in circolazione. Quindi fai particolare attenzione ai messaggi che affermano di provenire da servizi affiliati al Vaticano e che chiedono di cliccare, verificare o accedere.
Se le tue informazioni sensibili sono finite nelle mani dei truffatori potresti anche ricevere email di estorsione sessuale. Non cadere in questa trappola ed evita di agire sotto l’effetto di ansia e panico. Prenditi tutto il tempo per ragionare, cancella eventuali email sospette e segnalale come spam.