Ha preso ieri avvio presso Agcom il tavolo di lavoro del Comitato NGN Italia che raccoglie tutti i principali operatori di telecomunicazioni del nostro Paese. Gerardo Paloschi, Amministratore Unico Aemcom – realtà cremonese e caso di eccellenza nazionale, che nel 2007 ha finalizzato la più estesa rete wi-fi d’Italia collegando 211 comuni delle province di Cremona, Lodi, Bergamo, Brescia, Piacenza, Mantova e Parma altrimenti isolati – ha esposto il punto di vista degli operatori che hanno già fatto grandi investimenti contro il digital divide.

«Il Presidente Calabrò ha recentemente evidenziato che esiste una sola tecnologia che ci potrà consentire di sovvenire adeguatamente alle esigenze attuali e di assecondare le richieste in crescita negli anni a venire con un intervento valido per i prossimi 50 anni: la fibra ottica, cosiddetta FTTH – fiber to the home. Proprio in questo periodo di crisi, la Commissione europea e gran parte dei Paesi del G8 hanno ritenuto prioritario investire nelle tecnologie delle telecomunicazioni perché sono quelle che produrranno i maggiori effetti sulla crescita del prodotto interno lordo dei Paesi avanzati.

Alcuni operatori locali hanno da tempo intrapreso la strada nella realizzazione di reti NGN e NGA (Next Generation Access) nei propri ambiti territoriali e desiderano investire ancora in tempi brevi in ulteriori realizzazioni. Questi operatori, come Aemcom, sono pronti ad accettare l’obbligo di rivendita del servizio, stabilito dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ma a condizioni di cost-plus e cioè che garantiscano un ritorno sul capitale prestabilito.

La regolamentazione potrebbe prevedere un “unico operatore” per ciascuna entità territoriale grande o piccola che sia e l’obbligo a fornire ai propri concorrenti servizi di accesso FTTH a condizioni cost plus. Vanno stabilite regole anche per garantire una effettiva interoperabilità dei servizi, tempi e regole di migrazione dal rame alla fibra (evitando così che gli investimenti in fibra restino a lungo inutilizzati). Infine è fondamentale scongiurare il rischio di "digital divide economico" FTTH a favore del servizio universale.

Aemcom, in sintonia con le indicazioni del Presidente Calabrò, auspica che siano coinvolti nell’innovazione strutturale e di servizio del Paese tutti i soggetti che fino ad oggi hanno investito nella larga banda, portando la fibra ottica anche in zone di digital divide ed investendo proprie ingenti risorse. Inutile duplicare reti già esistenti con nuovi interventi pubblici o privati ove la cablatura può essere aperta a tutti i soggetti interessati. Inoltre non vanno dispersi in inutili interventi di cablaggio gli annunciati sostegni economici (anticipati dal vice Ministro Romani) laddove già esistono realtà efficienti e operanti.
 
Ci vuole una cabina di regia con l’Autorità come candidato naturale e speriamo che questo tavolo di lavoro tra Agcom e il Comitato NGN Italia svolga questa funzione in modo efficiente ed equilibrato. Vale la pena ricordare come la Commissione Europea, nella recente consultazione pubblica, abbia previsto un premio per il rischio derivante dagli investimenti infrastrutturali all’interno del nuovo schema di raccomandazione riguardante l’accesso alle infrastrutture di nuova generazione e dunque, alle infrastrutture passive (canaline, dotti, palificazioni, fibra spenta, ecc.) e i nuovi servizi wholesale a larga banda. Chi investe o ha già investito contro il digital divide va premiato».