L’Adoc, l'associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori, degli utenti, dei risparmiatori, dei malati, dei contribuenti, è scesa in campo dopo aver appreso la notizia della possibilità per Apple di controllare e disabilitare a distanza il funzionamento di alcuni programmi installati sul nuovo iPhone 3G.

"L'ammissione fatta dalla Apple di controllare a distanza gli iPhone è gravissima e l'Adoc intende investire del problema l'Autorità italiana per la garanzia dei dati personali e la stessa Polizia postale, affinché verifichi se non siano state violate le leggi italiane sulla tutela dei dati personali e della privacy" è quanto sottolinea in una nota l'associazione di consumatori.

Apple iPhone 3G
Apple iPhone 3G

"L'iPhone – continua l'Adoc – è uno strumento che contiene dati sensibili (password, dati anagrafici, foto, diari, investimenti in borsa, telefoni, e-mail, ecc.) di milioni di possessori che certo non hanno autorizzato nessuno ad entrare nella propria privacy. Inoltre discutibile è certamente il criterio discrezionale della Apple, che potrebbe decidere – senza avvisare i consumatori interessati – quali software eliminare da ciascun telefonino."

Per Carlo PIleri Presidente dell'Adoc "è necessario che le autorità italiane, Garante della Privacy e Polizia postale prima di tutti, facciano chiarezza sul fatto che siano state rispettate le leggi italiane sulla privacy nella commercializzazione del telefonino, altrimenti chiederemo – prosegue il Presidente di Adoc – il sequestro di tutti gli apparecchi non ancora venduti e la sostituzione di quelli già venduti, se gli acquirenti lo richiederanno, affinché venga disattivato il sistema di controllo remoto installato dalla Apple".