Rivoluzione in casa coreana, con design unibody, schermo inedito e addio alla modularità. Il risultato è un prodotto solido e capace di tenere testa a qualunque altra ammiraglia

LG ci riprova: dopo l’esperienza modulare del G5, terminale che non ha riscosso un successo particolare nonostante sulla carta fosse un buon prodotto, con il G6 decide di cambiare di nuovo tutto e di tornare a un approccio più ortodosso nelle forme e nelle caratteristiche dello smartphone. Come Samsung, anzi prima di Samsung, però ha deciso anche di cambiare qualcosa di decisivo nel design del prodotto: lo schermo del G6 è qualcosa di completamente diverso da quanto si era visto finora in giro.

Come di consueto con LG non abbiamo la confezione di vendita per le nostre prove, ma siamo in grado di anticiparvi comunque cosa troverete nella scatola: ovvero un caricabatterie Fast Charge, un cavo USB type-C, cuffie auricolari stereo e già applicata sul terminale una comoda pellicola che protegge lo schermo dai graffi. Non manca naturalmente la manualistica e lo spillino (pin) per estrarre il vassoio della SIM.

Tre colorazioni disponibili per il G6, che si assesta comunque su tonalità metalliche che lo rendono gradevole alla vista. Tutte e tre le colorazioni saranno anche in vendita in Italia: la più bella è forse quella Platinum che vedete nelle foto di questa recensione, manche la bianca e la nera hanno il loro fascino.

Dopo aver affrontato un anno complicato, alle prese con il G5, per l’ammiraglia 2017 a Seoul non hanno avuto paura di ripartire da zero: dal profilo dello chassis allo schermo, dalle finiture alle colorazioni, ci sono moltissime differenze evidenti tra il prodotto precedente e il nuovo G6. Una su tutte è lo schermo, in rapporto 18:9 e che risulta di conseguenza più allungato del predecessore in formato 16:9.

Facciamo un attimo un passo indietro, però, e parliamo del design complessivo del G6: per la prima volta, di fatto, LG propone un terminale di questa categoria realmente unibody, col corpo di alluminio aeronautico completamente sigillato e senza accesso alla batteria (che cresce in capienza fino a 3.300mAh): naturalmente questo significa guadagnare una certificazione per la impermeabilità e resistenza alla polvere IP68, un requisito di fatto ormai irrinunciabile per la fascia alta del mercato.

Il profilo del G6 è molto massiccio e in mano restituisce una sensazione di solidità: la linea squadrata si raccorda bene col progetto complessivo, ma a dirla tutta risulta un po’ datata in un quadro generale dove si spinge in modo deciso verso le forme arrotondate se non addirittura al vetro curvo. Lo spessore non è eccessivo, ma in ogni caso maneggiando il G6 si ha l’impressione di tenere in mano una sorta di blocchetto di metallo.

Dicevamo dello schermo, dalle forme inedite: per accentuare la resa in termini di coerenza del design ha anche i 4 angoli curvi, ovvero la cornice che lo circonda non è squadrata come su tutti gli altri smartphone in circolazione. LG ha fatto un lavoro molto interessante, sotto certi aspetti anche migliore di quello svolto da Samsung, per adattare le app pre-installate a questo formato, così come ha invitato alcuni degli sviluppatori di autentici best-seller sul Play Store ad aggiornare la propria applicazione per sfruttare al massimo il nuovo formato. Certo non tutto fila sempre liscio, soprattutto se si prova a estendere a 18:9 le interfacce pensate per il 16:9, ma questo è un problema di frammentazione di cui soffrono e soffriranno sempre tutti i prodotti che offrono qualcosa di inedito e di unico.

Fatte tutte queste promesse, possiamo dire qualcosa sul resto delle caratteristiche più “tradizionali” del G6. A cominciare dal pulsante di accensione che funge anche da lettore di impronte e da tasto home piazzato come da tradizione LG sul posteriore, appena sotto la doppia fotocamera. Trovano il loro posto abituale anche i pulsanti di regolazione del volume, sul fianco sinistro, mentre il vassoio che ospita nano-SIM e microSD sta sul lato destro. In basso il microfono principale e l’altoparlante di sistema, com ovviamente al centro la porta USB type-C, in alto il microfono secondario e il jack audio. Frontale sgombro, solo la selfie-camera in alto e per il resto nulla a ingombrare la vista. 

Le misure G6 sono adeguate alle dimensioni dello schermo da 5,7 pollici e anche il peso non è particolarmente sostenuto: 148,9×71,9 millimetri l’area frontale, 7,9 millimetri lo spessore e 163 grammi il peso. È solo lo spessore a trarre in inganno, facendolo sembrare più grosso di quanto non sia realmente. Un difetto che si può perdonargli, in virtù di finiture e materiali che al tatto risultano ottimi e molto ben assemblati.

Sotto il metallo e il vetro dello chassis, nel cuore del G6 c’è un processore moderno realizzato da Qualcomm: LG non è pronta all’autarchia in questo senso, e non sembra neppure dare segnali in tal senso, pertanto la scelta ricade su uno Snapdragon 821 ormai collaudato con 4 core e 4 gigabyte di RAM a supporto. Un allestimento standard per questo tipo di prodotti, così come lo storage da 32GB che pare un po’ poco nonostante ci sia la possibilità di espandere la memoria com una microSD fino a 2 terabyte. 

Interessante anche la scelta operata per la fotocamera posteriore: doppio sensore da 13 megapixel, ma i due elementi non funzionano assieme bensì sfruttano due diversi tipi di lente montati per produrre foto diverse. Uno è infatti equipaggiato con un grandangolo da 125 gradi di angolo di campo, un valore ampio che garantisce riprese atipiche per uno smartphone e permette di scattare foto davvero originali: tramonti, panorami, facciate di chiese e palazzi, entrano tutte in un solo scatto con anche un po’ di effetto bombatura fisheye che non dispiace. L’altra lente dispone di un più comune angolo di ripresa di 71 gradi, per scatti più ravvicinati: da sottolineare come questa lente sia f/1,8, decisamente più luminosa dell’altra f/2,4 a parità di sensore montato.

Particolare anche la configurazione della fotocamera frontale: 5 megapixel, un po’ sotto lo standard di fatto che si aggira sugli 8 in questa categoria, ma con una lente f/2,2 con angolo di ripresa da 100 gradi. Una scelta che consente di scattarsi selfie di gruppo in semplicità.

Il resto della scheda tecnica comprende i soliti nomi: WiFi dual-band coi protocolli 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.2, NFC, GPS con supporto al segnale Glonass. Naturalmente il G6 è un telefono LTE (Cat11, fino a 600Mbit in download).

Lo schermo, infine, merita un discorso a parte: LG gli ha trovato un nome, FullVision, che è tutto un programma e va detto che non delude le attese. Luminoso (500nit), ultradefinito (2880×1440 la risoluzione nativa, perfettamente sfruttata dalla Adreno 530 a bordo), supporta anche HDR10 e Dolby Vision per offrire una esperienza multimediale notevole fin dalla prima accensione. Forse proprio questo schermo è la chiave di lettura migliore per il G6: la sua vocazione è all’intrattenimento, e in questo senso lo schermo è decisamente all’altezza.

Non resta quindi che mettere alla prova il nuovo G6 di LG. La prima operazione da svolgere è accertarsi come si comporta lo Snapdragon alle prese con uno schermo impegnativo come quello montato, ma dobbiamo dire che non abbiamo notato alcun rallentamento o comportamento anomalo nel corso delle prove. La scelta di snellire progressivamente l’interfaccia UX, giunta ormai alla versione 6.0 e montata assieme ad Android 7 Nougat, restituisce un terminale reattivo ed efficiente con consumi ridotti.

Da notare come di serie il G6 non disponga di drawer per le app, dettaglio che è comunque attivabile tra le impostazioni cercando in un menù di configurazione piuttosto razionalmente ordinato. Anche facendone a meno, comunque, si fa presto l’abitudine a questa scelta stilistica.

Più interessante mettere alla prova le doti multimediali del telefono, visto e considerato che le funzioni base sono tutte ben riuscite (chiamate, navigazione, posta e messaggistica in generale non presentano problemi di sorta). Allora non possiamo che ribadire le qualità del display FullVision, che pur avendo una risoluzione inusuale che costringe a forzare un po’ la visione dei filmati 16:9 (bisogna scegliere: o bande nere a destra e sinistra, o ci si perde un pezzo di ripresa) mostra davvero di che pasta è fatto quando si fruisce di contenuti HDR (tramite Netflix o Amazon Video, ad esempio) e più in generale è una gioia per gli occhi anche quando si gioca. L’audio tramite l’altoparlante di sistema è forse un pochino sotto le aspettative, pur restando su ottimi livelli.

Veniamo alla fotocamera. Diciamo subito che quella frontale, quella per i selfie, ci è parsa un gradino sotto quella dei concorrenti diretti: complice i 5 megapixel, soprattutto alla sera soffre un po’ il confronto con altri smartphone del 2017. Decisamente meglio la doppia fotocamera posteriore, che quest’anno migliora e semplifica l’utilizzo grazie all’impiego della stessa risoluzione per entrambi i sensori: lo zoom passa fluidamente da uno all’altro senza soluzione di continuità, e così scattare è più semplice. Inoltre la resa sul punta e scatta è notevole: messa a fuoco rapida e precisa, HDR automatico efficace, bella resa dei colori. 

Fa delle belle foto il G6, tra le più belle che ci sia capitato di scattare con uno smartphone. Bene anche i video, con una stabilizzazione ottica davvero di ottimo livello. Ci sono poi molte modalità creative per lo scatto, per consentire di operare manualmente sui parametri di ripresa (sia immagine fisse che riprese video), ottenere scatti in formato quadrato ideali per Instagram, e ancora per mettere assieme immagini scattate in posti differenti e in momenti diversi ma con una persona sempre nella stessa posizione: ci si può divertire molto con la fotocamera, e se è vero che il pezzo forte è e resta il grandangolo da 125 gradi, è anche vero che l’intera esperienza multimediale è al massimo livello. Segno che è su questi temi che si è concentrata LG nel corso dello sviluppo.

Capitolo autonomia: prova superata, i milliampere in più si sentono e l’intero smartphone sembra essere stato molto ben ottimizzato per garantire buone prestazioni senza eccedere nei consumi. Pure lo schermo UHD FullVision non consuma in modo eccessivo: si arriva a fine giornata in scioltezza, e di questi tempi con queste risoluzioni non è cosa da poco.

LG, suo malgrado, non ha avuto particolare fortuna con il G5 e il 2016 è stato un anno difficile per quanto si è visto nella fascia alta del mercato. Al G6 spetta il difficile compito di far dimenticare quanto successo e rilanciare le quotazioni del marchio: un compito che si prepara a svolgere con uno schermo di grido, una buona fotocamera e un design decisamente rinnovato.

Sul piano dei materiali, il G6 è uno dei terminali più belli visti in giro: alluminio e vetro Gorilla Glass sono ben assemblati, e ci sono solo due particolari che stonano un pochino nel design generale. Uno è lo spessore, accentuato dalla forma squadrata, che rende meno piacevole da impugnare questo telefono rispetto ad altri. L’altro è la fotocamera posteriore: le sue doti e prestazioni, con le foto grandangolari che sono praticamente uniche, sono in netta contrapposizione con un aspetto un po’ cheap che rende il posteriore del telefono un po’ meno aggraziato di quanto non fosse in passato.

Le prestazioni velocistiche comunque ci sono tutte: lo Snapdragon montato ha parecchi cavalli, il modem LTE veloce anche grazie a buone antenne montate, la RAM e lo storage sono adeguati. Peccato per quei soli 32GB di spazio a bordo, ce ne sarebbero stati bene 64.

La fotocamera è davvero divertente da usare: permette gran flessibilità di utilizzo con il grandangolo da 125 gradi, ha una resa cromatica di giorno e di sera davvero buona, e la qualità degli scatti è tra le migliori. Questa dote, unita allo schermo, rende il G6 un bello smartphone multimediale. Resta solo da capire se FullVision, HDR e tutti queste qualità riusciranno a convincere gli utenti ad acquistare un G6: il prezzo di mercato, già un po’ più basso della concorrenza, su strada è già calato in modo significativo, rendendo di fatto l’opzione LG parecchio allettante.

Dati tecnici

Accessori
Tipo di sim card supportata Nano
Supporta On the GO per le periferiche USB
accessori per i wearable
Supporta e-sim
Supporta dual sim
Batteria
Velocità di ricarica in milliAmpere per ora (mAh) 3300
tipo di batteria Li-ion
Ricarica rapida
Ricarica wireless
Memoria
RAM 4 GB
Memoria interna 32 GB
Memoria esterna
Navigazione
GPS
Sistemi GPS supportati Glonass
Processore
Chipset Qualcomm Snapdragon 821 (4 core)
Rete mobile
Reti supportate EDGE,UMTS,HSUPA,GPRS,LTE
Schermo
Diagonale 5,7"
Sistema operativo
Sistema Operativo Android 7 (Nougat)
Connettività
NFC
HDMI
Infrarossi
Funzioni Bluetooth A2DP/HFP/EDR
WiFi Tipo 802.11 a/b/g/n/ac
USB Type-C
Bluetooth v4.2

Foto e video

Camera frontale
Risoluzione massima
* specifiche per sensore
Camera posteriore
Raw
Flash (cam. posteriore) Doppio LED
Risoluzione massima
* specifiche per sensore

Multimedia

Audio
DTS
aptX - presenza della tecnologia qualcomm per il BT wireless low latency
Dolby Atmos
Hi-Res Audio
Audio Stereo
Low Latency Audio
DAC Audio dedicato

Sensori

Biometria
Sblocco con riconoscimento facciale
Impronta digitale
Sensore impronta sotto il display
Riconoscimento iride
Fisici
Bussola
Barometro
Giroscopio
Accelerometro
Prossimità/Luminosità

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