Grandi ambizioni e aspettative per il nuovo corso HTC. Il risultato è uno smartphone dal design curato, ma con prestazioni di fascia media.

Dopo un 2015 davvero complicato, siamo tutti in attesa di un 2016 di riscatto per HTC: l’azienda di Taiwan, un tempo sulla cresta dell’onda, ormai stenta un po’ sia nell’indice di gradimento dei suoi prodotti sia nei volumi di vendita, e ora più che mai ci sarebbe bisogno di uno smartphone con qualità eccezionali capace di catturare la fantasia e i desideri dei potenziali clienti. La nuova linea varata con il One A9 è un primo passo in questa direzione: un tentativo di svecchiare un’estetica fattasi un po’ ripetitiva in questi anni, dopo il grande successo del One M7, oltre ad alcune soluzioni hardware alternative ma che devono dimostrare la propria bontà.

Non avevamo, come sempre accade con HTC, la confezione di vendita del prodotto: la soluzione adottata è comunque analoga alle precedenti, nessuna novità di rilievo in questo comparto, fatta eccezione per il caricabatterie che offre un amperaggio superiore necessario per garantire il funzionamento del QuickCharge 3.0 di cui dispone l’A9. Non mancano gli auricolari stereo, di tipo in-ear.

Quattro colorazioni disponibili in commercio, anche se non tutte sono facili da trovare in vendita e disponibili in Italia: oro, rosso, argento e antracite, ed è proprio quest’ultima a essere oggetto del nostro test e che risulta molto gradevole alla vista grazie a una buona combinazione di vari dettagli in colorazione tono su tono.

Il design è l’aspetto più originale, se così si può dire, per il One A9 di HTC: impossibile non cogliere le somiglianze con iPhone 6 (o 6S), a cui il terminale taiwanese paga moltissimo in termini di ispirazione. Le finiture sono davvero molto simili, anche se alcuni elementi della scocca sono disposti differentemente. Il vetro anteriore arrotondato, però, così come le antenne ricavate sul posteriore in alluminio sono davvero tanto somiglianti al design Apple: ci è persino capitato che qualcuno ci abbia chiesto se si trattasse di un nuovo smartphone di Cupertino, e questo basta a chiudere la questione.

Come il prodotto a cui si ispira, anche l’A9 non ha misure particolarmente compatte: 145,75×70,8, con uno spessore di 7,26 millimetri e 143 grammi di peso sono superiori alla media di questa fascia di mercato, soprattutto considerato che lo schermo è da 5 pollici, ma paradossalmente complice una finitura leggermente differente l’HTC si impugna meglio dell’iPhone risultando meno scivoloso. Bene il corpo unibody, solido, e con due vassoi sul fianco sinistro destinati a ospitare microSD e nano-SIM.

Non c’è alcun accesso al vano posteriore e dunque alla batteria, ma non c’è neppure alcuna certificazione per l’impermeabilità: una scelta che risulta ormai inusuale, visto che in tanti stanno optando per dispositivi sigillati e protetti contro acqua e polvere, ma si tratta comunque di un particolare accettabile vista la fascia di mercato in cui si colloca l’A9.

Una differenza estetica rispetto ad iPhone è la posizione della fotocamera principale: invece che piazzarla in un angolo del posteriore, si trova al centro della parte alta della scocca con accanto il doppio flash LED e corredata da una lente luminosa f/2 che si unisce alla stabilizzazione ottica dell’immagine e un sensore retroilluminato (BSI) da 13 megapixel. Quasi del tutto sgombro il resto del posteriore, fatta eccezione per il microfono secondario piazzato ancora lì in alto appena sotto la fotocamera.

Sul frontale ci sono diversi elementi da rilevare: al corredo dei classici sensori di luminosità e prossimità, alla capsula auricolare, e al LED RGB per le notifiche si unisce una selfie-camera UltraPixel con lente f/2 e in grado di girare video fino alla risoluzione 1080p. In basso c’è un elemento davvero particolare: è una sorta di pulsante che incorpora il lettore di impronte digitali, ma in luogo del classico meccanismo meccanico per rilevare l’utilizzo utilizza un sensore che misura la pressione applicata e dunque svolge anche il ruolo di tasto home. Ha una finitura gommata, che stacca parecchio dal vetro Gorilla Glass dell’anteriore (con spigoli arritondanti 2.5D) e dall’alluminio del posteriore: esteticamente non è perfetta come soluzione, mentre il suo funzionamento è più che soddisfacente non appena ci si fa l’abitudine.

Piuttosto standard la disposizione degli altri elementi: bilanciere audio e pulsante di accensione/standby sul lato destro (quest’ultimo è anche dotato di una particolare finitura a rilievo che lo rende facile da individuare al tatto), mentre in basso ci sono jack audio standard, microfono principale, connettore micro-USB e infine l’altoparlante di sistema.
Fino a questo punto abbiamo raccontato delle scelte estetiche efficaci che HTC ha fatto per questo One A9: assomiglia ad iPhone, ma questo non può essere definito uno svantaggio se sotto il cofano c’è abbastanza potenza da replicare anche le performance del telefono Apple. L’azienda di Taiwan, però, ha scelto di fare dei compromessi sotto questo aspetto, forse anche per non andare a scomodare la propria ammiraglia One M9 dal trono: il processore montato è uno Snapdragon 617 di Qualcomm, e nella versione europea questo SoC è abbinato a 2GB di memoria RAM e 16GB di storage integrato.

Lo Snapdragon 617 è un octa-core (tutti Cortex-A53) con frequenza massima di esercizio di 1,5GHz e GPU Adreno 405: un buon prodotto, ma non esattamente ai vertici della categoria per prestazioni, pur mantenendo la compatibilità con connettività LTE fino alla Cat.6 (300Mbps), WiFi dual-band fino al protocollo 802.11ac, Bluetooth 4.1, nonché il supporto per la decodifica in hardware di HEVC e un processore di segnale DPS dedicato per migliorare le performance della fotocamera. Non mancano ovviamente i sensori più comuni come accelerometro e magnetometro, o il GPS con il supporto al segnale GLONASS.

Bello lo schermo montato: HTC in questo caso fa un bel passo avanti scegliendo un pannello AMOLED molto luminoso e con un buon bilanciamento cromatico, e la tecnologia organica permette di garantire anche ottimi angoli di visione. La risoluzione poi è FullHD, quindi 1920×1080.

Aggiornatissimo Android, già disponibile in versione 6.0 Marshmallow con interfaccia HTC Sense 7: di quest’ultima non vale la pena discutere troppo a lungo, la conosciamo da tempo ed è senz’altro uno dei punti di forza dell’offerta HTC, sebbene ci sia ancora qualche sistemazione da fare per quanto riguarda la sua integrazione su Android 6.0. Anche in questo caso si dimostra sempre fluida ed efficace, nonché dotata di una serie di funzioni (come il gestore dei temi) che sono particolarmente azzeccati.
Giudicare le performance dell’A9 è un processo complicato: la potenza offerta dallo Snapdragon 617 è abbastanza per tutti gli usi, ma si sente a volte la mancanza di 3GB di RAM e magari di qualche megahertz in più che avrebbe meglio tenuto testa alle aspettative riposte in un design così ricercato.

Alcuni dettagli sono ben realizzati, come il lettore delle impronte digitali che è rapido e preciso, ma altri particolari lasciano un po’ a desiderare: quando si gioca, forse anche per via della risoluzione 1080p, si vede ogni tanto qualche scatto e i video girano comodamente fino a 2K mentre andando oltre si vede di nuovo qualche esitazione.

Bene la connettività, grazie al WiFi che opera sia a 2,4 che a 5GHz, e al supporto efficace all’LTE con oltre 10 bande coperte: la chiamata vocale è risultata sempre chiara grazie alla capsula auricolare e al microfono principale, mentre l’altoparlante di sistema pur essendo ben equilibrato nella resa a tutte le frequenze manca di potenza complessiva. Anche ascoltando la musica si nota questo volume massimo non eccezionale, limite che impedisce di usare il telefono come vivavoce in auto se si sta viaggiando ad alte velocità o comunque in ambienti molto rumorosi.

La navigazione mostra limiti simili: il browser di sistema e Chrome funzionano bene, ma quando le pagine si fanno più complesse si vede di nuovo qualche esitazione nella fluidità complessiva. Forse il limite in questo caso è costituto soprattutto dalla RAM ridotta a 2GB, una scelta davvero poco comprensibile per l’esigente mercato europeo.

Bene il software della fotocamera, che permette anche di regolare manualmente i parametri di ripresa e di scattare immagini in formato RAW. Il sensore, che sulla carta avrebbe dovuto essere molto interessante, mostra qualche limite alla sera per quanto riguarda la gamma dinamica mentre restituisce molti dettagli di giorno: come già era successo con l’M9, l’elaborazione dell’immagine dell’A9 non è all’altezza delle aspettative con un po’ troppo rumore di fondo e una gestione del formato RAW che ci è parsa non essere in grado di restituire fino in fondo i dettagli che ci saremmo aspettati da 13 megapixel. Messa a fuoco, continua anche durante la ripresa, di buon livello e la stabilizzazione ottica dell’immagine (OIS) funziona in modo più che soddisfacente.

Capitolo autonomia: batteria integrata da appena 2.150mAh, che subisce un po’ lo schermo FullHD e non brilla per durata. Meglio portarsi dietro un power-bank o il caricabatterie se fate un uso intenso dello smartphone, mentre con un utilizzo più blando e rilassato si dovrebbe riuscire ad arrivare a sera. Per fortuna lo smartphone è compatibile con le funzioni Quickcharge, così da poterlo ricaricare rapidamente.
Quando il One A9 era ancora solo oggetto di rumor si era creata una certa attesa rispetto a questo smartphone: le linee addolcite e il tentativo di prendere una strada diversa per design e materiali aveva fatto ben sperare sulla strada presa da HTC, ma il risultato finale ci sembra molto diverso da quanto era stato prospettato.

Il vero punto interrogativo per l’A9 è il prezzo di vendita: partiva da cifre stellari, da fascia alta del mercato, e ora si è assestato su valori da fascia medio-alta che ci paiono più adeguati per il prodotto. 350 euro è un prezzo decisamente più in linea con l’effettiva dotazione tecnica, con lo Snapdragon 617 che è un buon processore ma certo non eccezionale, e una fotocamera posteriore che è discreta ma comunque lontana dall’eccellenza di iPhone, Galaxy S6 e G4 di LG. Le finiture sono di otitmo livello, ma da sole non bastano: la concorrenza è agguerrita, e con un prezzo inferiore offre comunque prestazioni analoghe all’A9.

Senz’altro da apprezzare il tentativo di HTC di rinnovarsi: peccato che, come è ormai chiaro dalla nostra trattazione, l’A9 sia un prodotto riuscito solo in parte. Con qualche accorgimento diverso, per esempio un processore Snapdragon 808 sotto il cofano, forse oggi potremmo commentare un quadro molto differente: visti i valori in gioco il prezzo non sarebbe stato tanto diverso, e le prestazioni dell’hardware sarebbero potute risultare più in linea con le qualità estetiche e software dell’apparecchio.

Dati tecnici

Accessori
Supporta On the GO per le periferiche USB
Supporta e-sim
Supporta dual sim
Batteria
Capacità (mAh) 2150
Tipo di batteria Li-ion integrata
Ricarica rapida
Ricarica wireless
Memoria
RAM 2 GB
Memoria interna 16 GB
Navigazione
GPS
Sistemi GPS supportati Glonass
Processore
Chipset Qualcomm Snapdragon 617 (8 core)
Processore Cortex A53
Rete mobile
Reti supportate EDGE,UMTS,HSUPA,GPRS,LTE
Schermo
Schermo pieghevole
Diagonale 5,"
Sistema operativo
Interfaccia utente HTC Sense
Sistema Operativo Android 6.0 (7)
Connettività
NFC
HDMI
Infrarossi
WiFi WiFi 5
USB Micro USB v2.0
Bluetooth

Foto e video

Camera frontale
Risoluzione massima
* specifiche per sensore
Camera posteriore
Raw
Flash Doppio LED
Risoluzione massima
Massima risoluzione video 1080p
Risoluzione massima foto
* specifiche per sensore

Multimedia

Audio
DTS
aptX - presenza della tecnologia qualcomm per il BT wireless low latency
Dolby Atmos
Hi-Res Audio
Audio Stereo
Low Latency Audio
DAC Audio dedicato

Sensori

Biometria
Sblocco con riconoscimento facciale
Impronta digitale
Sensore impronta sotto il display
Riconoscimento iride
Fisici
Bussola
Barometro
Giroscopio
Accelerometro
Prossimità/Luminosità

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