Un inedita sortita nella fascia alta del mercato. Ma senza perdere di vista la filosofia Honor: il massimo rapporto tra prezzo e prestazioni.

Scrivere del nuovo Honor 8 Pro non è semplice. Non lasciatevi ingannare dal nome, innanzi tutto: in Cina lo stesso terminale si chiama Honor 9X ed è probabilmente una definizione più calzante. Questo smartphone, un phablet da 5,7 pollici, è decisamente altro rispetto al pur molto interessante Honor 8, e probabilmente la scelta del nome per il lancio in Europa è stata dettata proprio dal successo del predecessore qui da noi. L’Honor 8 Pro è però una novità non da poco per il catalogo Honor: il prezzo, la dotazione hardware e le prestazioni sono decisamente da tenere d’occhio. Procediamo con ordine.

Iniziamo dalla confezione di vendita, che è davvero particolare. Abbandonato almeno per una volta il turchese tiffany tipico delle scatole Honor, la scatola blu scuro molto elegante dell’Honor 8 Pro svolge diverse funzioni: al suo interno c’è il telefono, naturalmente, un caribatterie QuickCharge e un cavo USB type-C (nella nostra confezione di prova mancano le cuffie, ci saranno in quella finale per la vendita), ma soprattutto ci sono un paio di lenti. Dentro la scatola c’è anche una cardboard da assemblare per sperimentare la realtà virtuale con l’Honor 8 Pro, una opportunità da prendere in seria considerazione e un fattore che evidentemente l’azienda cinese punta a sfruttare per differenziarsi dalla concorrenza.

Tre varianti di colore per il terminale in Italia: da subito arriva la versione blu che vedete in questa prova, seguiranno una molto bella grigio scuro (simile alla colorazione del P10) e la sempre richiesta oro. Tutto di metallo il corpo, con una finitura estetica ben riuscita. Non ci sono differenze sul piano della scheda tecnica tra i colori.

Dicevamo che Honor 8 Pro è qualcosa di decisamente diverso da quanto Honor ci ha abituato a vedere fino a oggi. In linea di massima da Honor ci aspettiamo sempre terminali equilibrati con un buon rapporto tra prezzo di vendita e prestazioni offerte, mentre con questo terminale si è puntato a creare una vera e propria fuoriserie: dimensioni notevoli per lo schermo, che arriva a 5,7 pollici, design non molto originale ma riuscito, componenti hardware scelti per offrire performance senza compromessi.

Iniziamo da ciò che si vede, da come è costruito il telefono. Tutto alluminio aeronautico il posteriore, sul quale spicca la doppia fotocamera da 12 megapixel con doppio flash LED, e un lettore di impronte digitali piazzato in modo stratetico in alto e al centro per essere facilmente trovato con le dita. Il resto del guscio posteriore è praticamente privo di fessure e asperità, con una lavorazione che ricorda moltissimo quella (ottima) del P10 anche per quanto attiene la colorazione. Inutile negarlo, sia questo Honor 8 Pro che il P10 somigliano moltissimo a un iPhone: non che la cosa sia necessariamente un problema.

Sulla parte superiore del terminale ci sono l’emettitore a infrarossi (Honor 8 Pro si unisce alla schiera di telefoni che fanno anche da telecomando universale) e il microfono secondario, mentre sulla parte inferiore ci sono microfono principale, porta USB type-C e altoparlante di sistema. A sinistra lo slot che può ospitare due SIM o una SIM e una microSD, a destra pulsante di accensione e regolazione del volume tramite bilanciere.

Frontale molto pulito: il vetro Gorilla Glass che protegge lo schermo ha i bordi arrotondati (2.5D) che si raccordano perfettamente al corpo di metallo, creando una sensazione di spessore ridotto che in parte è autentica (siamo sui 7 millimetri, non male tutto considerato) e in parte è indotta dalla forma stessa. In ogni caso si impugna comodamente questo phablet, anche se non si hanno mani enormi, e la qualità costruttiva lo ribadiamo è eccellente. Non ci sono tasti da segnalare sul frontale, e la fotocamera per i selfie è da 8 megapixel.

Diamo i numeri: 157×77,50×6,97 millimetri le misure dell’Honor 8 Pro, con un peso di 184 grammi che comprende una batteria integrata da 4.000mAh. Le misure sono buone considerato lo schermo da 5,7 pollici, non eccezionali: in ogni caso si sta parlando di un phablet, dunque se si opta per i maxi-schermi questi numeri non sono certo il primo fattore da considerare.

Passiamo a quello che non si vede, e parliamo della scheda tecnica dell’Honor 8 Pro. Ripetiamo per la terza volta lo stesso concetto: Honor non ha praticamente fatto compromessi nello scegliere i componenti interni di questo smartphone, e ha dunque optato per un processore che abbiamo già visto all’opera sulla fascia alta di Huawei (Mate 9 e P10), ovvero l’octa-core Kirin 960 da 2,4GHz di frequenza che ci ha già convinto con le sue performance. Abbinato poi a 6GB di RAM, come in questo caso, c’è davvero da essere curiosi per scoprire fino a dove questo terminale sarà in grado di spingersi.

Come sempre per i telefoni del marchio, anche l’8 Pro è un telefono dual-SIM: si possono montare tranquillamente due schede nel vassoio grazie allo storage da 64GB integrato che non dovrebbe costituire un limite particolare per quanto attiene il numero di app installate e di foto salvate. Naturalmente questo Honor è anche LTE, ma si "limita” a raggiungere i 300Mbps in download senza spingersi oltre (velocità più che adeguata nella vita reale, difficile fare di più in pratica). Restando sul discorso connettività, da segnalare anche la presenza di WiFi dual-band secondo gli standard 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.2, NFC e supporto per l’OTG sul connettore type-C.

Lo schermo è uno dei punti di forza dell’Honor 8 Pro: 5,7 pollici di diagonale, tecnologia costruttiva LTPS (superiore a IPS in termini di prestazioni), risoluzione 2K (2560×1440), ha una luminosità assoluta notevole e angoli di visione eccellenti. Ci è piaciuto questo schermo, ha colori ben bilanciati: tra l’altro la sua adozione e la sua risoluzione sono funzionali e decisive per l’ambizione VR di questo phablet, ben sostenuta sul piano hardware.

Parliamo delle fotocamere, sulle cui prestazioni torniamo tra un attimo: quella posteriore sfrutta lo schema 12+12 megapixel che avevamo già visto su Honor 8 e P9, con un’accoppiata RGB+monocromatico che punta ad aumentare la qualità dello scatto finale combinando le informazioni dei due sensori. Mancano messa a fuoco laser e la stabilizzazione ottica. La frontale monta invece un nuovo sensore da 8 megapixel, anche in questo caso senza stabilizzazione, ma con una lente con 77 gradi di angolo di campo che dovrebbe consentire selfie di gruppo senza difficoltà.

Mettere alla prova Honor 8 Pro dopo aver testato altri smartphone con a bordo Kirin 960, Android 7 ed EMUI 5.1, è un’esperienza che potremmo definire "familiare”: tutto è esattamente dove ci saremmo aspettati che fosse, sia intermini di funzionalità che di prestazioni. L’interfaccia sviluppata da Honor e Huawei per i propri smartphone è ormai matura, e in questa versione permette anche di scegliere tra una impostazione per così dire tradizionale, con tutte le app disposte sui vari schermi (come su iOS), oppure di optare per il più tradizionale drawer di Android con l’elenco completo della app installate. C’è la ricerca universale, ci sono le  gesture per l’utilizzo a una mano soltanto o per sfruttare il lettore di impronte, il menu delle impostazioni è piuttosto semplice da usare.

L’aggiunta di 6GB di RAM al pacchetto non cambia in modo significativo le prestazioni generali: certo fa davvero comodo averli a bordo, anche perché influiscono in modo impercettibile ma sostanziale sull’autonomia grazie al ridotto numero di accessi alla memoria storage, e non abbiamo visto alcun rallentamento significativo nel corso dell’uso anche passando da giochi a browser in pochi tocchi. Il Kirin 960 è già veloce di suo, con tutta questa memoria dà il meglio.

La connettività è buona: non c’è la quadrupla antenna del P10 Plus, ma l’Honor 8 Pro fa sempre il suo dovere al meglio e con efficacia, garantendo buona ricezione sia per quanto riguarda la parte voce che la parte dati. Bene si comportano anche microfoni e capsula auricolare in chiamata, mentre l’altoparlante di sistema è efficace quando si decide di fare chiamate in vivavoce (anche in auto). Un po’ meno brillante lo stesso altoparlante quando si passa al multimediale: difetta un po’ di bassi, soprattutto quando il volume è al massimo, ma nel complesso si guardano video con soddisfazione su questo ampio schermo così luminoso. Se pensate di usarlo per questo scopo a lungo, comunque, fatelo con le cuffie: anche chi vi circonda vi ringrazierà.

Rapidissima citazione per il lettore di impronte digitali: impiega l’ultima versione della tecnologia Huawei, quindi riconosce sia il profilo delle dita che la loro forma tridimensionale. Ciò si traduce in precisione e rapidità di sblocco. Su questo aspetto, davvero, l’azienda cinese non teme confronti.

Parliamo della fotocamera. L’adozione dello schema, sperimentato, con doppio sensore da 12 megapixel ci ha fatto ben sperare appena abbiamo preso in mano il nuovo Honor 8 Pro: alla prova dei fatti, il risultato garantito da questo schema costruttivo è buono, da mettere sullo stesso piano di quello dell’Honor 8 dello scorso anno e pure del P9. Questo significa che le foto in condizione di luce ideale sono ottime, buone quelle quando si fa più complicata l’illuminazione: i video fanno un percorso simile, ma rimangono un gradino sotto quello delle ammiraglie 2017 nonostante l’addizione della risoluzione 4K a quelle disponibili. Non mancano poi le modalità di scatto creative che comprendono light-painting e notturna, così come due modalità Pro per foto e video con la possibilità di controllare manualmente tutti i parametri di ripresa. Le foto in modalità Pro possono essere scattate anche in formato RAW (DNG).

Diciamo che, in un panorama generale da fuoriserie per quanto riguarda le prestazioni, la fotocamera soffre un po’ il confronto: ottiene una sufficienza piena e qualcosa di più, ma non fa gridare al miracolo. Forse ci siamo abituati troppo bene con la fascia alta del mercato, sarà opportuno tornare su questo punto quando parleremo del prezzo dell’Honor 8 Pro: sappiate comunque che le foto che sforna questo phablet sono senza dubbio di buon livello.

La batteria da 4.000mAh si comporta bene: riesce a garantire agilmente una giornata lontano dalla presa anche se usate il phablet in modo intenso, nonostante la risoluzione 2K dello schermo e la frequenza del processore. In più l’alimentatore QuickCharge fornito nella confezione è davvero efficace nel rifornire di energia l’accumulatore interno: se proprio si esagera e ci si ritrova a corto di autonomia, pochi minuti collegati a una presa garantiscono un approvvigionamento più che adeguato.

Siamo arrivati al punto più complicato di questa recensione, le conclusioni. Complicato perché di solito quando scriviamo di Honor siamo abituati a raccontare di terminali decisamente equilibrati sotto il profilo tecnico, solidi, e con un prezzo di vendita interessante. Huawei, pardon, Honor ha costruito così la fama del suo marchio: offrendo sempre uno dei migliori rapporto prezzo/prestazioni, puntando alla clientela più smaliziata che sa cosa vuole da uno smartphone e si affida al marchio Honor per soddisfare le proprie esigenze. Honor 8 Pro è qualcosa di leggermente diverso: è un terminale Honor di fascia alta, costruito con pochi compromessi sotto il profilo tecnico, e con performance davvero ottime.

Perché Honor ha deciso di fare questo passo, mettere in vendita un terminale che costa 549 euro da listino? Ha deciso di stravolgere il proprio modello di vendita? In realtà, dopo averlo provato, possiamo dire che Honor 8 Pro risponde assolutamente al mantra tipico di Honor: è un prodotto con un rapporto prezzo/prestazioni ottimo, difficile trovare la stessa scheda tecnica in un terminale in vendita altrove, ha una finitura estetica non originalissima ma ben riuscita e monta una doppia fotocamera posteriore che svolge bene il proprio compito.

Vedremo quale sarà il prezzo su strada di questo Honor 8 Pro, ma si tratta senz’altro di un phablet interessante. Lo schermo 2K è molto ben riuscito (e sostiene bene le ambizioni per la realtà virtuale del terminale: provare la cardboard per credere), il lettore delle impronte digitali fulmineo, le performance del Kirin 960 con 6GB di RAM solide. Honor ha voluto mostrare e dimostrare che è in grado di offrire un terminale accattivante in tutte le fasce di prezzo, questo Honor 8 Pro sta lì ad allargare il catalogo dell’offerta europea del marchio per allargare anche la platea di potenziali clienti che sceglieranno di affidarsi alla tecnologia Huawei.

Dati tecnici

Accessori
Tipo di sim card supportata 1x nano-SIM 1x micro-SIM
Supporta On the GO per le periferiche USB
accessori per i wearable
Supporta e-sim
Supporta dual sim
Batteria
Velocità di ricarica in milliAmpere per ora (mAh) 4000
tipo di batteria Li-ion integrata
Ricarica rapida
Ricarica wireless
Memoria
RAM 6 GB
Memoria interna 64 GB
Memoria esterna
Navigazione
GPS
Sistemi GPS supportati Glonass,Galileo
Processore
Chipset Hisilicon Kirin 960 (8 core)
Processore 4xCortex-A73 + 4xCortex-A53
Rete mobile
Reti supportate EDGE,UMTS,HSUPA,GPRS
Schermo
Diagonale 5,7"
Sistema operativo
Sistema Operativo Android 7.0
Connettività
NFC
HDMI
Infrarossi
WiFi Tipo 802.11 a/b/g/n/ac
USB Type-C v2.0
Bluetooth v4.2

Foto e video

Camera frontale
Risoluzione massima
* specifiche per sensore
Camera posteriore
Raw
Flash (cam. posteriore) Doppio LED
Risoluzione massima
* specifiche per sensore

Multimedia

Audio
DTS
aptX - presenza della tecnologia qualcomm per il BT wireless low latency
Dolby Atmos
Hi-Res Audio
Audio Stereo
Low Latency Audio
DAC Audio dedicato

Sensori

Biometria
Sblocco con riconoscimento facciale
Impronta digitale
Sensore impronta sotto il display
Riconoscimento iride
Fisici
Bussola
Barometro
Giroscopio
Accelerometro
Prossimità/Luminosità

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