WhatsApp continua ad ampliare gli strumenti dedicati ai Canali e punta ora sulla trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Secondo quanto emerso dall’analisi dell’ultima versione beta dell’app per Android, Meta sta sviluppando una nuova etichetta che segnalerà agli utenti quando un contenuto pubblicato in un Canale è stato creato o modificato con l’ausilio dell’IA. La funzione è ancora in fase di sviluppo e non è disponibile nemmeno per i beta tester, ma rappresenta un ulteriore tassello della strategia dell’azienda per rendere più chiara l’origine dei contenuti condivisi sulla piattaforma.
Un’etichetta dedicata ai contenuti generati con l’IA
La novità riguarda esclusivamente i Canali di WhatsApp, lo spazio utilizzato da aziende, media, organizzazioni e creator per diffondere aggiornamenti a un vasto pubblico. In futuro, quando un amministratore pubblicherà immagini o altri contenuti realizzati con strumenti di intelligenza artificiale, gli utenti potrebbero visualizzare un’apposita dicitura che ne indicherà chiaramente l’origine.
L’obiettivo è aumentare la trasparenza e consentire ai follower di distinguere più facilmente i contenuti tradizionali da quelli prodotti attraverso sistemi di IA generativa. Al momento non è chiaro se l’etichetta verrà applicata automaticamente da WhatsApp oppure se sarà l’amministratore del Canale a dover dichiarare volontariamente l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Non si tratta della prima iniziativa di Meta in questa direzione. Negli ultimi mesi WhatsApp ha infatti sviluppato diverse funzionalità pensate per rendere più trasparenti i contenuti pubblicati nei Canali.
Tra queste figura l’etichetta dedicata alle partnership a pagamento, destinata a identificare gli aggiornamenti sponsorizzati pubblicati dagli amministratori. Anche in quel caso l’obiettivo era offrire agli utenti un’informazione aggiuntiva sul contesto del contenuto visualizzato, senza alterarne la fruizione.
L’introduzione di una segnalazione specifica per i contenuti creati con l’intelligenza artificiale appare quindi come un’estensione naturale di questa politica di maggiore chiarezza.
La nuova etichetta si inserisce in un percorso più ampio che vede Meta integrare progressivamente l’intelligenza artificiale all’interno di WhatsApp. Negli ultimi aggiornamenti beta sono infatti comparsi strumenti per la generazione di immagini, riassunti automatici delle conversazioni non lette, un hub dedicato a Meta AI e numerose altre funzionalità basate sull’IA generativa.
Parallelamente, cresce anche l’attenzione verso la necessità di informare gli utenti quando entrano in contatto con contenuti sintetici o modificati artificialmente. Un tema che coinvolge l’intero settore tecnologico e che sta assumendo un peso crescente anche sul piano normativo.
Una direzione in linea con le nuove regole europee
Lo sviluppo di questa funzione arriva in un momento in cui la trasparenza sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale è sempre più centrale anche per i regolatori. Nell’Unione Europea sono infatti entrate in vigore nuove disposizioni che impongono l’identificazione dei contenuti generati dall’IA quando possono apparire autentici, con l’obiettivo di contrastare la disinformazione e i deepfake.
Sebbene non vi siano indicazioni ufficiali che colleghino direttamente il nuovo sistema di etichettatura di WhatsApp a tali obblighi normativi, la direzione intrapresa da Meta appare coerente con un contesto in cui piattaforme digitali e sviluppatori sono chiamati a garantire una maggiore trasparenza sull’origine dei contenuti.
Come accade frequentemente per le funzionalità individuate nelle versioni beta di WhatsApp, non esistono ancora informazioni sui tempi di distribuzione. La funzione potrebbe essere modificata durante lo sviluppo, arrivare inizialmente a un numero limitato di utenti oppure non essere mai distribuita nella versione stabile dell’app.
L’individuazione dell’etichetta conferma comunque che Meta continua a investire nell’evoluzione dei Canali, trasformandoli progressivamente in uno spazio sempre più strutturato per creator, aziende e testate editoriali, con strumenti dedicati alla monetizzazione, alla trasparenza e, ora, anche all’identificazione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.