WhatsApp porta gli agenti AI di terze parti su iPhone

WhatsApp testa su iPhone gli agenti di terze parti: fino a 5 chatbot personalizzati, API dedicate e nuove regole sulla privacy.
WhatsApp porta gli agenti AI di terze parti su iPhone

WhatsApp continua ad ampliare le sue funzionalità dedicate all’intelligenza artificiale e all’automazione. L’ultima novità, attualmente in distribuzione per un numero limitato di utenti iOS iscritti al programma TestFlight, introduce la possibilità di creare e utilizzare agenti di terze parti direttamente all’interno dell’app. La funzione era già comparsa nelle versioni beta di Android e ora arriva anche su iPhone, confermando la strategia di Meta di trasformare WhatsApp in una piattaforma capace di ospitare servizi e assistenti personalizzati oltre alla propria Meta AI.

Secondo quanto riportato da WABetaInfo, la novità è disponibile con la beta 26.37.10.70 di WhatsApp per iOS ed è in fase di rilascio graduale in alcuni Paesi selezionati. Al momento non esiste una data ufficiale per la distribuzione globale.

Fino a cinque agenti personalizzati per ogni account

La nuova funzione consente agli utenti di creare fino a cinque agenti associati al proprio account WhatsApp. Durante la configurazione è possibile assegnare un nome e un’immagine del profilo a ciascun agente, così da distinguerlo facilmente nella lista delle conversazioni.

Una volta completata la procedura, WhatsApp genera automaticamente una chiave API univoca. Questo codice dovrà essere inserito nel servizio esterno che ospita l’agente, consentendo la connessione tra la piattaforma e la chat presente nell’app di messaggistica. L’obiettivo è permettere agli utenti di interagire con i propri assistenti senza dover cambiare applicazione.

Un aspetto interessante è che questi agenti non sono necessariamente basati sull’intelligenza artificiale. Possono infatti essere semplici bot progettati per svolgere attività specifiche, come automatizzare risposte, recuperare informazioni da servizi esterni o gestire flussi di lavoro personalizzati.

La funzione potrebbe quindi rivelarsi particolarmente utile sia per sviluppatori sia per aziende che desiderano integrare strumenti proprietari direttamente in WhatsApp, evitando di costringere gli utenti a utilizzare applicazioni separate.

L’introduzione degli agenti comporta però una distinzione significativa sul fronte della privacy.

Le conversazioni con questi agenti non sono protette dalla crittografia end-to-end che caratterizza le normali chat tra utenti WhatsApp. I messaggi vengono infatti gestiti attraverso un servizio sicuro di Meta che opera per conto dello sviluppatore dell’agente, rendendo possibile l’elaborazione dei contenuti condivisi durante la conversazione. Per questo motivo WhatsApp informa chiaramente gli utenti che tali chat seguono regole diverse rispetto alle conversazioni tradizionali.

Meta precisa comunque che gli agenti possono accedere esclusivamente alle informazioni che l’utente decide di condividere nella specifica conversazione e non possono leggere le altre chat, consultare la rubrica o accedere ai contenuti presenti sul dispositivo. Inoltre, le chat effimere (messaggi che scompaiono) non sono supportate nelle conversazioni con gli agenti.

Una distribuzione ancora molto limitata

Per il momento la funzionalità è disponibile soltanto per una ristretta cerchia di beta tester iOS e solo in alcuni mercati. Come spesso accade per le novità di WhatsApp, il rollout sarà progressivo e potrebbe richiedere diversi mesi prima di raggiungere un pubblico più ampio.

L’arrivo degli agenti di terze parti rappresenta comunque un ulteriore passo nella strategia di Meta di rendere WhatsApp una piattaforma sempre più aperta ai servizi intelligenti e all’automazione, offrendo agli sviluppatori nuovi strumenti per integrare chatbot e assistenti personalizzati direttamente nell’esperienza di messaggistica.

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